Non mi sono alzato stanotte col capriccio senile di alzare le barricate per la realizzazione della ciclovia Potenza Laurenzana, ma è che, in un’epoca in cui il turismo vuole qualcosa di più di un buon albergo e di un buon ristorante, gli amministratori più sensibile hanno cominciato a guardare un po’ più in là delle cose quotidiane di una città e a porre in atto una logistica di sviluppo organizzata su progetti specifici che ( finalmente in italiano), si chiamano attrattori.
Una componente importante di questa offerta territoriale è quella della mobilità alternativa e soprattutto della mobilità ciclistica, un mezzo che , diffusissimo altrove, da noi era quasi proibitivo sia per il clima costantemente tendente al grigio e alla pioggia, sia per la difficoltà orografica di pedalare in salita. Il clima è cambiato, e anche i lucani della montagna hanno scoperto la bici, o quelle in versione bike o quella assistita, o, per chi ce la fa, quella normale o al più professionale. Noi a Potenza e nel potentino abbiamo la possibilità di realizzarne una, forse una delle più belle d’Italia , sicuramente una delle più panoramiche, che farebbe impazzire quello stesso tipo di turismo giovane di spirito di spirito e di fisico, che inonda la Basilicata per il volo dell’angelo, per il ponte alla luna, o per il rafting sui fiumi del Pollino : una clientela che ama le montagne e che due o tre giorni a stagione si riversa naturalmente in Basilicata dalle province pugliesi ( tutte)e campane ( salerno, caserta, Avellino , Benevento). 
La circostanza che può definirsi favorevole è che La ferrovia Appulo Lucana, la Fal sta realizzando il tracciato metropolitano della città, mettendo in sinergia moltissimi rioni e lo fa, insieme al Comune di Potenza, utilizzando i fondi che sono per la mobilità e che contempla , nelle schede del fers e degli altri incentivi nazionali, anche la realizzazione di mobilità ciclabile. IL tratto urbano della metropolitana finisce alla stazione Superiore dove è stato realizzato il terminal, un enorme parcheggio a ridosso del nodo complesso, a via del Gallitello. Proprio lì , al millimetro, dove parte il tracciato della vecchia ferrovia Calabro Lucano, tracciato che è passato formalmente di proprietà della FAL, a meno che questa non abbia messo in vendita parti di esso.
Della bellezza di quei 42 chilometri che toccano il lago del Pantano, la stazione di Pignola, quella di Sellata, e poi Abriola, bivio Calvello e Anzi- Laurenzana abbiamo già avuto modo di parlare e se solo qualcuno volesse affacciarsi a dargli un’occhiata , scomodandosi per una mattinata dalla propria poltrona di programmatore, troverebbe la cosa estremamente affascinante e produttiva di risultati. Possiamo parlare di sviluppo del turismo a Potenza e in provincia senza parlare di questo fatto? No. Possiamo esplorare l’idea di ampliare il progetto della metropolitana leggera fino a prevederne una stazione di scambio treno- ciclovia? Possiamo almeno predisporre un progetto di massima? Possiamo, possiamo, sempre che qualcuno si ricordi di essere stato eletto per…pedalare. R.R.
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