ZONE FRANCHE E GIOCO DELL’OCA. CHE FINE HA FATTO LA ZES?

0

ROCCO ROSA

Una delle prassi deleterie che scontiamo è che ogni cambio di Ministro , le questioni che erano aperte sul tavolo vengono rimesse nei cassetti e il nuovo arrivato si comporta come se si dovesse iniziare daccapo, rifacendo il calendario delle scadenze, rivedendo le priorità e portando avanti o scelte che raramente vanno in direzione della continuità. Si ha l’atteggiamento di chi deve rifare il mondo, una sorta di misconoscimento  di tutto quello che c’è e di creazione di un nuovo ordine di cose. Con la frequenza con cui girano le sedie ministeriali, si capisce che questo comportamento è altamente dannoso e concorre in larga parte a determinare quell’immobilismo che circonda l’intervento pubblico. Non fa eccezione a questa prassi il Ministro Provenzano  che ha rimesso nei cassetti la questione della ZES proprio quando finalmente con la collega che l’aveva preceduto ,Barbara Lezzi, si era riusciti ad entrare nella fase operativa, con la costituzione dei comitati di indirizzo per singole zone e la messa a punto di un provvedimento che , per accelerare l’iter operativo, prevedeva la nomina di Commissari. Ora,non è chi non veda che lo strumento della Zona economica speciale , collegata alla ristrutturazione del porto di Taranto e alla grande via di comunicazione marittima, è il pilastro della strategia economica che riguarda il Sud e la Basilicata, perchè ad essa non sono solo collegati investimenti infrastrutturali ma soprattutto la istituzione di zone franche dal punto di vista fiscale, con il che dando quel  vantaggio competitivo per la allocazione di nuove industrie.  La indicazione su quello che andava fatta era già venuta dal comitato di indirizzo, presieduto dall’autorità marittima del porto di Taranto e di cui fanno parte, per la Basilicata, l’assessore Cupparo per la Basilicata e Antonio Mattia, nominato dalla Pesidenza del Consiglio dei Ministri.  Si erano individuate due zone franche, l’una direttamente al porto di Taranto,l’altra nell’area di Ferrandina, lì dove è in programma la realizzazione di una piattaforma logistica capace di coordinare il movimento delle merci nei settori dell’agricoltura e dell’industria e si era messo a punto un pacchetto localizzativo che prevedeva in partenza l’abolizione dell’Irap e dell’Imu nei Comuni in cui la zona ricadeva e che hanno offerto la loro disponibilità a queste misure.Ricordiamo che Il credito di imposta, per queste zone, arriva a un massimo di 50 milioni, e’impresa beneficiaria deve mantenere l’attività nell’area ZES per almeno sette anni dopo il completamento dell’investimento oggetto delle agevolazioni, pena la revoca dei benefici concessi e goduti.  E dunque sarebbe il caso che la regione Basilicata provvedesse ufficialmente a sollecitare gli ulteriori adempimenti da parte del Ministro Provenzano, sulla base del ragionamento che un piano strategico regionale deve per forza trovare in questa zona economica speciale , allargata volutamente a tutte le aree industriali lucane, il pilastro della politica di sviluppo.  E’ mortificante constatare come ogni volta che la Basilicata sta arrivando ad un risultato, accade qualcosa che la riporta indietro. Come nel gioco dell’oca, si torna alla casella iniziale. 

Condividi

Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento