La ricorrenza dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, continua ad avere senso se risponde al bisogno di riflettere sulla nostra storia di donne dentro la storia dell’umanità, storia passata e recente, in cui riconoscere le radici degli stereotipi e dei pregiudizi che condizionano ruoli privati e pubblici, in cui rafforzare le motivazioni delle già lunghe battaglie sulla parità salariale, sulla parità nelle cariche apicali, sulla libera scelta degli studi e delle professioni STEM, sugli ancora impari spazi politici, sull’ancora non pienamente diffuso linguaggio di genere, in definitiva sul diritto della donna alla propria identità di persona umana, portatrice di diritti umani. Quante volte ci siamo ripetute queste parole?
Non aspettiamo di certo l’8 marzo per ripeterle e comunicarle. Sappiamo, infatti, che è nella pratica di vita quotidiana, nei luoghi di lavoro, nelle occasioni di dialogo con altre ed altri, e anche in un costante dialogo con noi stesse, che va costantemente e caparbiamente compiuto quel passo in più verso la riduzione e l’eliminazione del divario di genere. Tuttavia parlare oggi 8 marzo di questi temi è importante perché significa unirci tutte in un unico solidale abbraccio, riconoscerci in un obiettivo comune al di là delle differenze che sono la nostra ricchezza, mentre parlarne ogni giorno, in ogni occasione possibile, agli uomini e alle donne che incontriamo, darci voce e dare voce ogni volta che è possibile a chi ancora è costretta al silenzio, a chi soffre qui e ovunque prevaricazioni e proibizioni, significa tradurre l’abbraccio dell’8 marzo in impegno collettivo per un reale cambiamento culturale. Tale cambiamento ha radici ormai consolidate ma anche ostacoli continui nel tempo, avanzamenti, pause e arretramenti, cadute personali dolorose, sconfitte politiche e ideali di gruppi, associazioni, comunità, individui, tuttavia passi in avanti certamente ne sono stati fatti, ma essi paiono essere inghiottiti nel nulla dalle notizie di cronaca relative ai più di 100 femminicidi del 2023 cui vanno a sommarsi i 9 dei primi due mesi del 2024. Questi tragici eventi devono rafforzare l’impegno per la dignità di tutte.le donne, in nome di tutte le vittime di qualsiasi forma di abuso e di violenza.
A questo messaggio lo Zonta Club Potenza affida la sua visione dell’8 marzo, parte delle attività che durante tutto l’anno segnano la sua presenza sul territorio, nel quadro delle iniziative internazionali. Idealmente e concretamente lo Zonta Club Potenza si unisce alle tante attività che in questo giorno si svolgono nei più vari luoghi del mondo. Buon 8 marzo a tutte e tutti noi, unite/i in un abbraccio solidale nel percorso verso la parità e le pari opportunità in ogni campo.
ZONTA CLUB DI POTENZA:L’8 MARZO PER UNIRSI INTORNO AD UNO STESSO IMPEGNO
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