IN BASILICATA, A CHI GIOVA LA SCISSIONE?

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Scissione o no, con la sinistra ex comunista del partito, Pittella  la pensa esattamente come Renzi, anzi siccome la pensava così già da piccolo, deve essere Renzi che avrà studiato formazione politica a Lauria. Non ci va d’accordo e se deve trattare si irrigidisce. Che Speranza se ne vada o meno, le conseguenze per lui sono minimali, quasi inesistenti, almeno nell’immediato. Il futuro è altra cosa.. In una comunità regionale che è regolata e organizzata sul potere, vige la regola che meno siamo meglio stiamo, che vale esattamente il tempo della legislatura, salvo poi correre a ricordarsi di tutti i nomi, di tutte le sigle, di tutte la alleanze possibili che si sono lasciatri per strada. Con molto anticipo, il Governatore lucano si è già organizzata una maggioranza alternativa mettendo in pista la squadra dei pompieri, quella formazione di mezzo specializzata nel soccorso al vincitore, che poco offre e tanto piglia. Se poi, lui Pittella ,dovesse decidere di andarsene a Roma, perché la provincia gli incomincia a stare stretta, allora  ha giusto il tempo di sistemare le sue cose e di prendere , alle 7,35 del giorno dopo le elezioni, quel Frecciarossa che previdentemente ha fatto mettere in servizio.  Nel breve lo scenario è questo, e tutto si incastra perché possa avverarsi.  Dalla sua, Pittella ha  più ragioni di Renzi, nell’odiare i comunisti e tutti i loro eredi. Loro, quelli del Pci, il potere l’hanno usato con le maniere forti , non esitando a progettare e sostenere una lotta interna nella tribù socialista all’ultimo sangue , dove in ballo non c’era la dialettica politica ma l’esproprio di patrimonio a scopi politici e la messa sul lastrico di una famiglia di professionisti.  Chi li ha visti da vicino quei personaggi politici che lottavano contro la potenza elettorale di quella famiglia lauriota, non può non riconoscere che quel tipo di lotta personale e senza limiti , non poteva non alimentare profondamente il desiderio di rivincita di un ragazzo che alla fine è riuscito nel suo intento di tagliare la testa al drago rosso.  Nello scenario più generale  del lungo termine, Marcello Pittella ha di che preoccuparsi perché gran parte della squadra che si è fatta, meglio sarebbe dire rifatta, è legata più al potere regionale che a lui persona, e ,come sempre capita dalle parti nostre, quando arriva un altro, i girasoli nostrani si mettono in azione.  Deve aver preso un brutto voto in botanica, se non ha approfittato della situazione per portarsi dalla parte sua gran parte del gruppo dell’ex presidente della Regione. No, lui generoso e nobile, ha richiamato nella squadra il suo predecessore ,  con tutti i suoi discepoli e simpatizzanti, in modo da farli sentire associati senza bisogno di scegliere tra l’uno e l’altro. Chissà se a parti invertite sarebbe successa la stessa cosa. Sta di fatto che, in campo aperto, e senza il primo piano di Viale Verrastro, i giochi diventano difficili in una regione dove , nel tavolo che conta, il politico è sempre un giocatore interscambiabile. Ci pensi, il Governatore, se non sia il caso di alzare l’asticella della politica e di portare avanti un gioco meno scontato : quello di una nuova vita della legislazione regionale  nella quale l’interesse della comunità si ponga al di sopra degli schieramenti, in una sfida che non è più mors tua vita mea ma competizione al rialzo su un progetto che si chiama sviluppo autopropulsivo  della Basilicata, come prologo ad un Sud diverso. C’è oggi una maniera alternativa di prendere voti e consensi che non quella della gestione semplice del potere; lavorare alle suggestioni, coltivare la speranza, dare messaggi positivi,  vivere di esempi alti, dettare le regole per tutti e mettere cittadini ed imprese  nelle stesse condizioni di partenza e in una situazione di pari opportunità. Quello che succede in alcuni settori, è esattamente quello che succedeva prima, forse con qualche arroganza in più e con qualche prudenza in meno. E certi comportamenti sono messaggi negativi che non colpiscono gli assessori ma chi li ha scelti. E’ ora di giocare in campo aperto, senza amici o nemici pregiudiziali, ma aprendo veramente, e ne ha le qualità, una stagione di democrazia nuova dove non c’è più spazio per l’avere ma per il dare, nel senso di una sfida  dei migliori, dei meno compromessi, dei più capaci. Di qualsiasi estrazione e dcon qualsiasi maglietta partitica. Ecco, meritocrazia, bene comune. Anche nei rapporti tra schieramenti che ormai di diverso hanno solo una sigla. Questo è il vento che sta passando e che il movimento pentastellato ha fiutato e utilizzato. E non ci saranno Raggi e  biciclette che cambieranno la situazione generale in Italia. Qui invece possiamo fare veramente laboratorio di innovazione politica.  Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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