C’è inquinamento del sottosuolo e dell’acqua di falda nella zona del Centro Oli COVA di Viggiano in Val d’Agri?
Da qualche tempo i mass media hanno reso noto che da tubazioni “lesionate” del Centro Oli di Viggiano sono fuoriusciti idrocarburi liquidi che si sono dispersi nel sottosuolo e “probabilmente” nella o nelle falde che caratterizzano i sedimenti alluvionali quaternari.
Si legge che sono in corso tentativi per contenere i danni ambientali.
Naturalmente i cittadini ne sanno quasi niente pur essendo coloro che sarebbero interessati da eventuali danni come inquinamento dell’acqua di falda ed eventualmente dell’acqua invasata nel bacino artificiale del Pertusillo che serve all’irrigazione delle pianure lucane e pugliesi e per l’uso potabile. Si tratta di circa 155 milioni di metri cubi di acqua, una risorsa di importanza strategica per due regioni.
In assenza di dati relativi alle caratteristiche stratigrafiche e di permeabilità dei sedimenti del sottosuolo si può osservare dalla carta topografica in scala 1:25.000 che a valle del Centro Oli vi sono alcune incisioni vallive che da nord si dirigono verso sud, cioè verso il fiume Agri, Tali valli sono state erose per alcune decine di metri nei sedimenti quaternari. Lungo queste valli si notano alcune emergenze idriche naturali che testimoniano la presenza di una o più falde che da nord defluiscono nel sottosuolo verso sud. Una o più falde saranno presenti, probabilmente, nei sedimenti alluvionali del fondo valle Agri che dovrebbero rappresentare il drenaggio sotterraneo verso il bacino del Pertusillo.
Sicuramente saranno state eseguite le necessarie indagini tese a ricostruire l’assetto tridimensionale del sottosuolo tra il Centro Oli COVA e l’invaso al fine di stabilire le vie di deflusso delle acque sotterranee.
Idonei campionamenti delle acque di falda saranno stati predisposti intelligentemente e continuamente monitorati.
Saranno state messe sotto osservazione anche le acque emergenti naturalmente nei punti indicati con il cerchietto blu ed in altri siti.
Sono state effettuate queste indagini?
I dati sono disponibili per i cittadini.
Oppure questi ultimi non devono sapere?
Devono solo pagare e subire?
Senza vena di polemizzare credo sarebbe molto necessario ed indispensabile, direi, che le indagini e i dati siano messi a disposizione dei cittadini organizzati e delle Istituzioni locali per avere tutti gli eventuali contributi indipendenti e trasparenti da parte di conoscitori delle caratteristiche geoambientali ed idrogeologiche.
Da parte mia, e credo di avere il consenso di altri studiosi indipendenti e preparati che si sono già interessati dell’idrogeologia della val d’Agri, mi dichiaro disponibile ad interessarmi, nelle forme e nei modi ufficiali eventualmente necessari e richiesti, della problematica gratuitamente per semplice spirito di collaborazione alla tutela delle risorse idriche e della salute dei cittadini.
Credo che si debba appurare quale sia la entità e gravità del problema in modo da indicare eventuali interventi immediati tesi a contenere ed eliminare l’eventuale inquinamento. Nelle immagini le frecce azzurre trasparenti indicano il probabile senso di scorrimento delle acque sotterranee e i cerchietti blu individuano le emergenze idriche naturali indicate sulla carta topografica in scala 1:25.000.
* Franco Ortolani, un professore militante – Ateneapoli.it – L’informazione universitaria online!
