La visita a Matera del presidente Mattarella è stata segnata da alcune cose di rilievo : l’inaugurazione della cattedra intitolata a Maritain, la visita al centro di geodesia spaziale come avamposto scientifico di eccezione, l’accorato appello e ferma denuncia di Aurelia Sole sulla disciminazione che le piccole Università stanno subendo in nome di criteri di spesa del tutto arbitrari e fuori dalla realtà. E’ difficile ricordare , se non ai tempi di Cossiga, una occasione così alta e solenne nella quale si pone in primo piano il tema dell’Ateneo di basilicata e delle sue difficoltà a muoversi senza un idoneo supporto finanziario dello Stato, in nome di quel riequilibrio Territoriale che, per essere tale, deve basarsi su solide basi strutturali, delle quali la cultura, il sapere scientifico sono le pietre angolari. L’analisi della Rettrice è apparsa subito precisa e diretta, senza edulcorazione di linguaggio: “la nostra università paga gli effetti di una politica verso il sistema universitario, messa in atto già da diversi anni, che lo ha diviso, lo ha messo in competizione, distribuendo il sostegno statale in modo non equo, creando disparità artificiose”.
E’ quindi “necessario modificare le regole del costo standard, o intervenire in modo mirato per salvare il nostro e altri atenei che ormai rischiano il default”: dal 2009, infatti, “i tagli – ha proseguito Sole – sono stati applicati in modo trasversale; in tempi recenti, l’adozione di un costo standard, dichiarato incostituzionale, ha portato il nostro Ateneo a una perdita di risorse continua, e a una situazione non più sostenibile, nonostante il positivo, e a questo punto vitale, supporto regionale. I piccoli Atenei hanno un costo, rapportato agli studenti regolari, analogo a quello dei grandi e medi Atenei, pur essendo spesso anche più efficienti. Ma il calcolo del costo standard è effettuato sul numero in assoluto degli studenti e su parametri che portano
le Università presenti in territori fragili economicamente, a basso indice demografico e deboli dal punto di vista infrastrutturale e dei trasporti, a soffrire terribilmente”.
La rettrice dell’Unibas ha ricordato che, grazie “alla sensibilità della Ministra dell’Istruzione e del Ministro per il Mezzogiorno” dal 2018 saranno previsti “parametri legati alla ‘territorialità’ e alla dimensione dell’Ateneo”, ma “è necessario modificare le regole del costo standard” per evitare il rischio di “default”, in quanto gli Atenei del Sud, secondo la Rettrice, sono “resilienti”, e lo è in particolare quello della Basilicata, “in grado di dare, progettare, misurarsi e proporsi come motore di sviluppo con le proprie competenze, con la qualità della formazione che eroga, della propria ricerca e dell’innovazione che è capace di innescare”.