1986, PRANZO DI GALA AL TEATRO STABILE DI POTENZA

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LUCIO TUFANO

Nel 1896 il Carnevale dai baffi finti e dai tubi inverosimili passa per le vie a gruppi euforici. Turbe di ragazzi contadini girano per i vicoli e bussano alle case, vociando la dispettosa cantilena: Tuppe, Tuppe, Tuppe, viegne da Pistizzi, avezete patrò e dagne la sausizza, e sinùn m’la vuoi rà ca ti puozza strafuà. Nel 1897, nel mese di marzo, il sindaco Martorano invita il ministro Branca per un discorso elettorale a Potenza. Tutti finiscono al Teatro Stabile per un pranzo di gala. Per evitare favoritismi, il pubblico viene informato sulla quota del biglietto fissata per ciascun partecipante al banchetto. Sono invitati tutti i sindaci del collegio di Potenza e si solleva il piano della platea fino all’altezza del palcoscenico con apposite e solide impalcature di legno. La tavola in platea è di centotrenta posti. La tavola d’onore invece è imbandita sul palcoscenico chiuso tra artistiche scene rappresentanti la reggia.  In tal modo gli ospiti saranno ben esposti allo sguardo di tutti. Attorno al palcoscenico, sul quale è stato installato un busto di Re Umberto sormontato dalla stella d’Italia, raggiante per le numerose lampadine elettriche, sono posti dei grossi palmizi e, davanti a ciascun pilastro di separazione dei palchi, grandi piante con foglie permanenti. Trofei di bandiere e festoni di edera frastagliati da fiori freschi decorano il vestibolo. La gran sala è tutta illuminata elettricamente, con l’accensione completa delle lampadine come nelle serate di gala mentre due grosse lampade ad arco di 2.400 candele sono situate, la prima al centro della platea, la seconda nel mezzo del plafond, sulla parte del palcoscenico ove è stata collocata la tavola d’onore.  Grandi caloriferi a combustione continua e regolabile, forniti dal sig. Bruzzeches, sono accesi con qualche giorno di anticipo per riscaldare sufficientemente l’ambiente. In un angolino è sistemata la musica dell’81° Reggimento in modo da non dare molestia e perché allieti i convitati. I primi palchi fungono da guardaroba, mentre gli altri e il loggione sono invasi dal pubblico. Naturalmente, acchè nel teatro non penetrino ragazzi di strada, operai o gente vagabonda e di malaffare, gli ingressi sono attentamente vigilati dalle guardie. Per evitare possibili malumori il Comitato fa in modo che i possessori di tessere occupino i posti a loro piacimento, mentre quelli alla tavola d’onore sono assegnati a seconda del grado e del lignaggio. A questa siedono le autorità di governo, militari e personaggi politici di primo piano, all’altra tutti i personaggi di minor rilievo. Il pranzo viene servito inappuntabilmente dal ristorante “Lombardo” gestito dal sig. Giovanni Boccia, proprietario. I signori Matturro, Pellegrini ed Albanese hanno l’incarico di cavalieri di sala affinché tutto si svolga nel migliore dei modi e per dirigere le portate: 

Huitres /Consommè Rojal/Petits pdtes à la finanziere /Poisson sauce maionnaise /Longe de veau à la Perigord /Filets de volatils a la Supreme/Asperges au beurre noir /Ruoti de chasse melè /Salade / Bave – Roj au cocolat/ Desserts / VINS Capri blanc – Ruoti Bordeaux/ Champagne prenièr (carte bIanche)/Café – Liqueurs

“A metà del banchetto, mentre l’accesso del pubblico non è stato ancora permesso appaiono lietamente affacciate a tutti i palchi di seconda e terza fila eleganti signore e signorine, venute ad ammirare il colpo d’occhio della scena”.

Fiori sulle tavole e fiori dai palchi, una pioggia di fiori. I bocconi del ministro vengono segnalati con fragorosi battimani sì da stabilire una strana cadenza facilmente controllata ed alla quale si sottraggono i commensali della tavola inferiore. Per questi è più facile rimanere autonomi dalla fastidiosa metrica.

ERA LA STAGIONE DEL TEATRO/ CONTINUA..

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Sull' Autore

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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