2019, VIAGGIO ALL’INTERNO : LA MERAVIGLIOSA ATELLA

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IOLANDA CARELLA E SALVATORE SEBASTE

carella sebaste

Atella

Posta al centro della Valle di Vitalba, dal nome del casale Vitalba scomparso alla fine del Duecento, fu costruita tra il 1320 e il 1330 da Giovanni d’Angiò, signore della valle e conte di Gravina che per popolarla emanò un decreto secondo il quale i cittadini erano esentati dalle tasse per un decennio. L’obiettivo fu subito raggiunto poiché tanta gente del circondario si trasferì ad Atella, sfuggendo così all’enorme pressione fiscale di quel periodo.

Per quanto riguarda la sua origine (il nome pare derivi da Ater) ci sono varie ipotesi: sorta nel  (figura. 2) terzo secolo a.C. per opera di profughi provenienti da Atella campana durante la seconda guerra punica o sulle rovine di Celenna, città citata da Virgilio nel VII libro dell’Eneide, o addirittura nel IV secolo a.C. in seguito al ritrovamento di una necropoli nel territorio di S. Eligio.

È stato ritrovato anche un sarcofago romano d’epoca imperiale che è custodito nel Museo Nazionale di Napoli.

Nel Trecento e nel Quattrocento Atella fu una delle cittadine più importanti della Basilicata: pagava più tasse d’ogni altro paese della regione, i prodotti del suo territorio raggiungevano i più importanti mercati del Meridione d’Italia e diversi atellani frequentavano corti principesche italiane.

Il Racioppi parla dello scontro, avvenuto nel 1496, tra francesi e spagnoli che circondarono la città. L’assedio durò un mese e Atella fu infine dominata dagli Spagnoli.

In quel periodo, imponenti erano le mura che la circondavano ed alcune costruzioni che la caratterizzavano (il duomo, il castello angioino con la torre e numerose chiese).

Il terremoto del 1694 distrusse quasi tutta la città e provocò una progressiva decadenza per la diffusione della malaria e la crisi dell’agricoltura e dell’allevamento, tanto da indurre gli atellani ad emigrare.

Attualmente la situazione è nettamente migliorata per gli insediamenti industriali installati nel territorio. Il Duomo di S. Maria ad Nives mostra la facciata, a capanna in pietra locale, piatta e lineare con una serie d’archetti pensiLI: Il portale , ad arco acuto, è arricchito da un raccordo d’archi rovesciati a tutto sesto e da un doppio ordine di stipiti con basamento e capitelli lineari. La lunetta reca un elegante e sinuoso  tralcio di fiori di malva, delimitato da un sole raggiato e dalla luna. In alto c’è un semplice rosone, due nicchie con le sculture a tutto tondo di S.Antonio abate e di S. Nicola di Bari e più in alto un arcaico Crocifisso. Il campanile è a sinistra, in fase di ristrutturazione per i danni del terremoto del 1980; è basso, a base quadrata con due bifore nella cella campanaria. Lo stile della facciata è sobrio e raffinato e rivela l’eleganza principesca del gotico-angioino.

FIG.4

L’interno con il soffitto a capriate di legno, è del Settecento. Entrando, a destra, s’incontrano: la cappella del Crocifisso decorata con affreschi, che mostra sull’altare (fig. 4) un Crocifisso ligneo del Seicento o del Settecento, una nicchia affrescata da restaurare, un altare con una nicchia barocca in cui è posta la scultura lignea di S. Lucia del Settecento, un’altra nicchia affrescata in cui spicca (fig. 5)

5 S. NICOLA DI BARI

la robusta e grave scultura in pietra ad altorilievo dipinto, forse di S. Nicola di Bari del Quattrocento. Si notano ancora: l’olio su tela della Natività (fig. 6), di scuola napoletana del Seicento e (fig. 7) l’affresco del Battesimo di Gesù, forse della scuola di Giovanni Todisco, realizzato nel Cinquecento.

6 NATIVITÀ

Al centro domina l’altare del Settecento col coro ligneo finemente intagliato e con l’organo, anch’esso del Settecento. Nel coro sono conservate due statue-reliquarie lignee, una statua manichino dell’Addolorata, un Crocifisso ligneo e un Cristo morto, in cartapesta.

7 BATTESIMO DI GESÙ

A sinistra vi è l’olio su tela dell’Annunciazione del Cinquecento. In una cornice riccamente decorata, fiancheggiata da due sculture di angeli barocchi, domina la Madonna della neve dell’Ottocento, titolare e patrona della chiesa. Si suppone che sotto quest’immaginepossano trovarsi una o due figure dipinte, quasi certamente del Seicento. Accanto c’è la settecentesca tela pitturata ad olio Madonna allattante tra angeli e santi. Sempre a sinistra sarà collocato il pulpito, ora in fase di restauro presso la Soprinten

9 CROCIFISSO

denza ai Beni Artistici e Storici di Matera. Una visita merita il Palazzo Comunale che ha per ingresso un portale del Quattrocento, proveniente dalla chiesa di S. Francesco della Scarpa. Nel Municipio è gelosamente custodito un Crocifisso (fig. 9) in rame dorato, di Santoro Paulicelli del Quattrocento. Nelle sale sono esposte opere

10 S. BENEDETTO

pittori contemporanei Raffaele e Giovanni Brenna, originari di Rionero, ma operanti ad Atella.

Attaccato al Comune vi è il Monastero delle suore benedettine in ristrutturazione, risalente al Quattrocento, con un’elegante bifora trecentesca. Annessa al monastero si trova (fig. 10) la Chiesa di S.Benedetto.

L’interno  mostra tele dipinte ad olio: la Trinità di Cristiano Danona (pitt. doc. 1589), Madonna col Bambino.  Incoronazione della Vergine, S. Gabriele, Annunciazione, Pentecoste, Incoronazione di S.Benedetto (quasi tutte del Settecento).

13 EX VOTO

 

Custodisce paramenti di S. Lucia, ex voto (fig. 13) in oro e in argento, le statue lignee: S. Benedetto del Trecento, S. Vito, S. Biagio e S. Leonardo del Quattrocento, S. Pietro in legno dorato di Altobello Persio (scult. 1507-1593), un Crocifisso ligneo del Trecento e una pregevole cantoria del Settecento.

Entrando in paese dall’antica porta , a destra si nota la Torre Angioina, residuo del poderoso castello distrutto dal terremoto del 1694. La torre ora è sottoposta a lavori di restauro per gli ingenti danni subiti nel terremoto del 1980. Per le vie del centro storico sono presenti alcuni portali e balconi in pietra locale, finemente scolpiti da maestranze locali. A pochi chilometri da Atella presso il cimitero si trova la Chiesa di S. Lucia, ora inagibile e pericolante, murata dopo il terremoto del 1980. In essa vi è un’edicola del Quattrocento, affrescata con vivacità decorativa e levigate campiture della Madonna della misericordia.

Bibliografia

  • Grelle Iusco, Arte in Basilicata, Roma, De Luca Editore, 1981.
  • Scuola Media di Atella, Alla scoperta di Atella.
  • Costantino Conte, Atella: la storia, i documenti e le tradizioni, a cura dell’AmministrazioneComunale di Atella, 1988.
  • Il brigantaggio ad Atella, Venosa, Appia 2, 1984.
  • Autori vari, Nel secolo dei lumi, Calice editore. 1990.

 

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Sull'Autore

Salvatore Sebaste

SALVATORE SEBASTE
Salvatore Sebaste (Novoli di Lecce 1939), pittore, scultore e incisore. Consegue la maturità artistica all’Istituto d’Arte di Lecce e al Magistero di Belle Arti di Firenze. Si perfeziona, poi, nelle tecniche incisorie presso lo studio calcografico di Mario Leoni, a Bologna. Vive a Bernalda (MT), in Corso Umberto, 51. Sito internet ed e mail: www.salvatoresebaste.com e info@salvatoresebaste.com Svolge un’intensa attività pittorica, grafica e scultorea negli studi di Bernalda (MT), Bologna e Milano. A Bernalda, dal 1966, il suo laboratorio calcografico è punto d’incontro e di animazione culturale di artisti contemporanei. In questo studio ha stampato, nel 1980, otto acqueforti di Joseph Beuys, le uniche realizzate dall’artista tedesco. Dal 1975 al 1977 è stato Presidente del circolo culturale “La Scaletta” di Matera, dove ha fondato, con altri amici artisti, la “Scuola libera di grafica”. Nel 1992 ha esposto i suoi libri d’arte a “The Museum of Modern Art” di New York ed è inserito nel catalogo “The artist and the book in twentieth – century Italy”, a cura di Ralph Jentsch (Ed. Allemandi, Torino). Nel 1994 ha partecipato alla mostra del libro d’arte al Museo Guggenheim di Venezia ed è presente nel catalogo de “I libri d’artista italiani del Novecento” (Ed. Allemandi, Torino). Dal 1956 ad oggi ha realizzato numerose e importanti rassegne personali e collettive in Italia e all’estero. Sue opere di pittura, scultura e grafica sono collocate in edifici pubblici, chiese, musei e piazze. La sua documentazione artistica si trova negli archivi storici: Biennale di Venezia, Quadriennale di Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Biblioteca Nazionale RAI di Roma, Galleria per l’Arte Italiana del Novecento a Firenze, Kunsthistorisches Institut a Firenze, Dipartimento delle Arti Visive dell’Università degli Studi di Bologna, Museo Comunale d’Arte Moderna e dell’Informazione a Senigallia (Ancona), Fondazione Re Rebaudengo a Guarene (Cuneo), Centro culturale polivalente a Bagnacavallo (Ravenna), Schweizerische Gesellschaft der freund von kunstauktionen di Max Bollag a Zurigo, Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900 “G. Bargellini” di Pieve di Cento, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, Libreria Bocca di Milano. Negli anni ’90 suoi “scritti d’arte” sono stati pubblicati su “Basilicata Regione Informazioni Risorsa Cultura” del Consiglio Regionale di Basilicata e sul settimanale “Cronache lucane”. “I percorsi d’Arte” dei 131 paesi della Basilicata e I Profili d’artisti lucani sono inseriti sul sito Internet: http://www.basilicatanet.it Su You tube si trovano documenti-video. Nel 1982 ha pubblicato la prima monografia: “Necessaria Poiesi”, a cura di Franco Vitelli. Ed. Centro Studio “Il Subbio”. Matera, Nel 1998, per l’edizione “Novaluna” Associazione Culturale Internazionale di Brescia, ha pubblicato “Pensieri in movimento”, diario di appunti e riflessioni critiche su e intorno all’arte. Nel 1998 fa fondato la Pinacoteca Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea Bernalda-Metaponto, di cui è stato Direttore. Nel 1999 ha pubblicato la monografia di pittura “Sebaste”, per l’edizione “Pinacoteca Comunale d’Arte Moderna Bernalda-Metaponto”. Il percorso artistico (oltre quarant’anni d’intenso lavoro) è stato elaborato da Rino Cardone. La prefazione è di Claudio Spadoni. Dal 2005 è socio vitalizio della “Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente” di Milano. Nel 2006 pubblica la monografia di grafica ”Salvatore Sebaste – Grafica”, a cura del Consiglio Regionale di Basilicata. Il percorso artistico è stato ricostruito da Elisabetta Pozzetti. La prefazione è di Paolo Bellini. Nel 2007 pubblica la monografia di “Scultura” a cura di Loretta Fabrizi e Anoall Lejcard. Edizioni la “Spiga d’Oro” di Metaponto. Nel 2010, in occasione della mostra antologica presso il Castello Carlo V di Lecce, pubblica la monografia “Il Demone della forma” a cura di Mariadelaide Cuozzo dell’Università di Basilicata, edizione la ”Spiga d’Oro” Metaponto. Dal 2007 ha esposto in importanti Musei Archeologici con opere di scultura e pittura d’ispirazione alla Magna Grecia: 2007 “Metabos”. Evento di sculture. Catalogo con testo di Antonio De Siena. A cura de “La Spiga d’oro”. Museo Archeologico Nazionale di Metaponto. 2011 “Antichi segni nuovi percorsi”. A cura di Salvatore Bianco, Antonio De Siena e Maria Torelli. Museo Archeologico Nazionale di Policoro. 2012 “I Profumi della Magna Grecia”. A cura di Antonio Giambersio e Maria Torelli. Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu di Potenza. 2013 “L’Ebbrezza di Dioniso”. A cura di Francesco Perillo e Antonio De Siena. Museo Archeologico Nazionale di Melfi. 2014 -“I Profumi della Magna Grecia”. A cura di Antonio Giambersio e MariaTorelli. Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola” di Matera. -“L’Ebbrezza di Dioniso”. A cura Antonio De Siena. Museo Archeologico Nazionale di Metaponto.
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JOLANDA CARELLA
Jolanda Carella nasce a Bernalda in una famiglia d’insegnanti elementari, tra le quali va ricordata la zia Ascensa Lafratta, donna molto rigorosa nel fare il proprio dovere e sempre pronta a dedicarsi agli altri.
La giovane Jolanda riceve in famiglia un’educazione culturale di ampio respiro, in una casa fornita di libri e dove si discute frequentemente di temi sociali. Sviluppa, quindi, una personalità forte e autonoma, originale e dinamica rispetto ai canoni tradizionali della femminilità dell’epoca, specialmente nell’Italia meridionale. La spiccata spiritualità e la sensibilità per le problematiche sociali furono inoltre influenzate dalla frequentazione di alcune associazioni presenti sul territorio.
Docente per quarant’anni nella Scuola Elementare, ove ha ricoperto incarichi di fiducia: vicaria del Capo d’istituto, segretaria del Consiglio di Circolo, coordinatrice delle insegnanti di classi parallele, è apprezzata e amata ancora oggi dai suoi alunni e colleghi.
Come docente approfondisce meglio alcuni argomenti delle attività curriculari e, con il coinvolgimento di genitori ed esperti, pubblica: “Se avessi la bacchetta magica”, “Uomini di pace”, “Bernalda”, il mio paese”.
Nel 1960 conosce l’artista Salvatore Sebaste e nel 1965 lo sposa. S’inserisce, quindi, nel campo delle arti figurative: studia, viaggia col marito per l’Europa, visita musei, conosce critici d’arte, scrittori e poeti.
Collabora con l’artista da cinquant’anni nella realizzazione di vari eventi culturali espositivi; cura i molteplici cataloghi e libri d’arte di Salvatore Sebaste e di altri artisti lucani.
Nel 1961 diventa socia del Circolo culturale “La Scaletta” di Matera, collaborando alle varie iniziative.
Nel 1963, con Salvatore Sebaste, fonda l’Associazione Culturale “La Spiga d’Oro”, (di cui è presidente) che diventa poi casa editrice, con sede a Metaponto.
Negli anni ’90 collabora col marito a: “Scritti d’arte” (pubblicati su “Basilicata Regione Informazioni Risorsa Cultura” del Consiglio Regionale di Basilicata e sul settimanale “Cronache lucane”), “I percorsi d’Arte” dei 131 paesi della Basilicata e i “Profili d’artisti lucani”.
Nel 2001 è eletta vice presidente dell’associazione culturale “Novaluna” di Brescia e di Metaponto.
La sua casa è frequentata ancora oggi da personaggi del mondo culturale regionale e nazionale.
Nel 2003 costituisce a Bernalda una sezione della F.I.D.A.P.A., federazione (opera in tutto il mondo) che valorizza le donne che operano nel campo delle Arti, delle Professioni e degli Affari. Per tre volte eletta presidente, sempre nel C.P.S., ha organizzando concerti, convegni in particolare sulla medicina e sull’archeologia. In collaborazione con le socie ha pubblicato: “Ricette Pittate”, “il Santuario extraurbano di San Biagio alla Venella” e “L’universo femminile tra incanto e disincanto”.


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