27 GENNAIO

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PATRIZIA BARRESE

Il selciato

neppure dalla fuliggine offuscato,

risuona squallido di tacchi e di fucili

mentre i corpi di Dio,

logori di fango e stenti,

trascinano il peso soffiato

di scarne ossa

sotto lo sguardo di un cielo

impedito ad urlare. 

Nelle case vermiglie

la speranza annega nel costato,

neppure i brandelli di fiato

scaldano i rintocchi della luce,

le tavole, di sola polvere imbandita,

affollano corpi smunti

nutriti di addiaccio, lezzo e disperazione. 

Ove i frustoli ammassi di vite

esalano l’ultimo strenuo respiro,

avvolti nel velenoso feto,

mai storia, occhi e ragione

possan lavar dalla memoria

questo calice di sangue versato. 

Perchè mai Terra

non hai sprangato le fauci ardenti

divorando tale squarciante orrore…

e condannato alle fiamme vive,

non la sepoltura

di coloro privi di colpa,

ma “ di chi ha dato a patire

il calvario dell’Inferno

sulla pelle nuda! ”. 

Di ogni lagrima che i volti han solcato

possano spuntar candidi fiori

e speranze di pace,

di ogni “numero” spirato

sian numerosi pensieri e preci,

neppure un Dio minore avrà pietà

di chi , con lucidità folle e insana,

ha arrecato al fratello stridore di denti

Sui binari

logori di sofferenza,

ove lo sguardo si staglia

nel ricordo lontano,

in cui vita e morte eran stretti per mano,

nel silenzio urlante

giaccion fil di ferro, mattoni e macerie umane,

vibrano le anime ascose,

e le ali tarpate

volano alte dal dì al tramonto. 

 

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Sull' Autore

Insegnante lucana con la passione per la scrittura. Amo la mia terra sebbene per lavoro io risieda a Milano. Scrivere e condividere la passione per la scrittura e poter divulgare anche da lontano per rendere "maggiormente visibile" il nostro paese è uno dei miei desideri. Il mio paese natio è Rionero in Vulture.

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