REGIONALI, IL CENTROSINISTRA SI MUOVE COME SE AVESSE CANCELLATO DAL CALENDARIO IL 4 MARZO

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Francamente questa storia della legge regionale è durata anche troppo e più passa il tempo più aumentano le probabilità che non se ne faccia niente. Se non per volontà, almeno perché, passando altro tempo, non c’è possibilità materiale di renderla operativa , dati gli adempimenti che essa comporta. La prima commissione ha fatto un gesto provocatorio mandando in Aula la proposta di legge del consigliere Lacorazza . O se ne discute in Consiglio con gli emendamenti che la maggioranza vorrà fare, oppure rischia di non trovare i numeri necessari, nel qual caso la vicenda diventa un atto di rottura tra il partito e il consigliere proponente, cosa di cui proprio non se ne vede la necessità. Il segretario regionale del Pd mantiene la calma e  cerca il tempo necessario per chiudere l’accordo , dentro il quale c’è anche la decisione su quale legge elettorale scegliere. L’aver inviato in  Commissione un testo a firma del Pd, significa che il partito non può farsi sfuggire di mano uno degli strumenti che possono riguardare l’accordo con le altre componenti, quella centrista e quella di sinistra , ognuna delle quali si guarda al proprio interno per capire come sta messa e quale sarebbe il meccanismo elettorale più adeguato. Una cosa è declamare i principi , altra cosa è vedere cosa può succedere in cabina elettorale . Renzi  ne sa qualcosa: aveva fatto una legge che rendeva centrale il pd e questo si è trovato a passeggiare in periferia . Anche il tanto sbandierato tema del doppio voto di genere, sta facendo masticare amaro alcuni consiglieri che vedono incalzante il pericolo che quelli più forti raddoppino le presenze a danno di quelli più deboli. Ma se la legge si fa, nessuno può ignorare questo tema non foss’altro perché subentrerebbe la nuova cornice legislativa nazionale che impone il doppio voto. Non crediamo che questo traccheggiamento sia figlio di una paura del genere. Propendiamo più per l’ipotesi che il vero punto al centro di un possibile accordo di maggioranza sia la questione del listino, se farlo rimanere per giocarsi una maggioranza rappresentativa ( c’è Valvano che palesemente spinge per questa soluzione)  o se toglierlo per dare più energia alla battaglia elettorale del centrosinistra, con maggiori possibilità ai candidati minori di avere delle chances di farcela.  Il vero punto centrale , per Polese e Pittella è come chiudere l’accordo con LEU in una prospettiva di grande rilancio del centrosinistra. Se c’è bisogno di un passo indietro o no del Presidente uscente. Che potrebbe anche farlo, se dovesse servire, ma al costo di una maggioranza  consiliare saldamente nelle sue mani . E il rifiuto da più parti di accedere all’idea delle primarie, così come proposto da Mollica, sta a significare che molti vorrebbero la forza ma non la persona di Pittella. Si sta “pazziando” col fuoco, dentro il torrione rimasto ancora indenne e con due forze che si stanno preparando ad assaltarlo, con la riserva mentale di qualcuno che queste forze ambisce ad unirle sotto il proprio comando e sotto una sola bandiera di colore gialloverde.  Ma le discussioni, le tattiche, i battibecchi, la ricerca di un titolo, la difesa di chi ha fatto per primo una cosa sono esattamente la spia di una situazione psicologica che attraversa il centrosinistra, diventato improvvisamente smemorato. Il 4 marzo? Non è mai successo, dicono. Rocco Rosa
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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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