4 MEMO DAL GRAN PREMIO DI SUZUKA: DA ROSBERG A VETTEL

0
marco di geronimo

Marco Di Geronimo

Nico Rosberg vince a Suzuka e vede il titolo. Sebastian Vettel è velocissimo in Giappone ma vari fattori (strategia inclusa) gli tolgono il podio. Lewis Hamilton sbaglia la partenza e perde una posizione all’arrivo. A beneficiare dei problemi Mercedes c’è una Red Bull: quella di Max Verstappen, 2° alla bandiera a scacchi. Questi i quattro memo di Suzuka: cosa ci ricorderemo di questo Gran premio?

A NICO MANCA POCO

In testa dal primo all’ultimo giro, Nico Rosberg esce da Suzuka con 33 punti di vantaggio. Lewis Hamilton gli ha regalato tre punti con una pessima partenza. Gli altri sette li ha conquistati sul campo: nessuno è riuscito a mettergli davvero pressione per tutta la gara. Verstappen ha provato ad accorciare le distanze, ma il #6 non gli ha mai permesso di avvicinarsi sul serio. Con sole quattro gare dalla fine, potrebbe quasi prenotare già la coppa. A meno di remuntade finali…

LA FERRARI SEMPRE A SECCO

Vettel su SF16HNegli ultimi vent’anni solo nel 2014 la Ferrari non è riuscita a vincere una corsa. E quest’anno potrebbe beccarsi l’amaro bis. Man mano che la stagione prosegue la competitività della Red Bull cresce e il gap dalla Mercedes non si riduce. Sebastian Vettel ha provato di tutto in Giappone, benché dovesse già scontare una penalità di 3 posizioni sulla griglia. Mentre marcava Verstappen, il muretto ha perso l’attimo e l’olandese è rientrato prima di Seb. Allora il Cavallino ha provato a rovesciare il tavolo: così ha allungato lo stint con le gomme dure per montare le morbide alla fine. Ma mancavano troppi giri. Quando Vettel è rientrato con le soft non solo aveva perso la posizione su Verstappen, ma anche su Hamilton. E non è riuscito a riacchiapparle.

LA STRANA FRIZIONE DI LEWIS

L’anno passato le partenze assistite furono cancellate a metà stagione. Proprio mentre Ferrari e Williams portavano ai massimi livelli i propri sistemi (Mercedes era più in difficoltà). Si diceva che Rosberg partiva avvantaggiato: ma Hamilton lo bruciò a Spa. Quest’anno è diverso. Lewis non è riuscito a dimostrarsi incisivo come nel 2015 e diverse gare le ha perse in partenza. Come questa. Ieri è stato risucchiato dal gruppo e ha dovuto rimontare fino alla terza piazza. Che ha riagguantato solo con la complicità (involontaria) della Ferrari. Se su di lui pesa un elemento psicologico negativo – come ipotizzava la telecronaca Sky – sarà difficile reggere la pressione di fine anno. Il quarto titolo inizia davvero a sbiadirsi.

LA RED BULL SI METTE LE ALI

Il pugnace Max VerstappenDoveva essere un anno nero. Invece la squadra di Milton Keynes ha recuperato alla grande e sembra aver perfino colmato il gap motoristico. Mentre la Renault arranca indietro, il team clienti ha rimontato la Ferrari e l’ha scalzata da seconda forza del mondiale. In un contesto comunque di assoluto dominio Mercedes, il telaio degli eredi di Newey continua a migliorare gara dopo gara. Ecco perché la guida di Max Verstappen gli ha portato la seconda posizione finale. Ma l’olandese rimane nel mirino del paddock: sotto accusa la sua manovra nel difendersi da Hamilton. Quando l’inglese ha provato a passarlo, Verstappen ha giocato la sua mossa difensiva a frenata impostata. Questo significa che Lewis ha dovuto alzare il piede dal freno per sterzare. E così è andato lungo. Ne è partito un reclamo della scuderia, poi ritirato dopo un tweet del #44 in cui scriveva che «solo uno stupido può dire una cosa del genere». Ma i mal di pancia continuano.

Condividi

Sull' Autore

Direi di scrivere soltanto questo: "Potentino, classe 1997. Mi sono laureato in giurisprudenza a Pisa".

Lascia un Commento