IL CONTE UMFREDO D’ALTAVILLA, IL VINCITORE DI CIVIDATE

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A guidare i conquistatori Normanni e a diventare Conte di Apulia, succedendo Drogone, fu il fratello  degli Altavilla più grande di età rimasto vivo e tra i primi che scese a Melfi: Umfredo, anzi Onfroi in franco normanno. Nato intorno al 1010 nel Cotentin, da Tancredi e la prima moglie Muriella. Non si sa quando scese in Italia, ma, poiché il suo nome manca tra i cavalieri normanni che, a Melfi, nel 1042, si spartirono i primi territori conquistati, è ragionevole supporre che il suo arrivo risalga a qualche anno più tardi, probabilmente nel 1044, durante il regno del fratello maggiore Guglielmo. A quel tempo, prese possesso di Lavello e poi succedette, nel 1051, al fratello Drogone, come conte di Puglia e Calabria. Umfredo trattò meglio il fratellastro Robert, il futuro Roberto il Guiscardo, che  inviso al fratello conte Drogone, fu mandato a conquistare la Calabria con un pugno di uomini; gli altri fratelli erano stati trattati bene. Lui no, troppo indipendente, troppo audace, troppo spregiudicato, troppo di tutto. Ma Il Guiscardo  aveva conquistato il prestigio: partito con un manipoli di avventurieri spargendo il terrore con scorrerie, furti , stragi. E Umfredo comprese il Suo valore militare. Infatti furono gli artefici della vittoria che portò i Normanni a diventare i veri padroni dell’Italia meridionali e una forza egemone in tutta la Penisola. Il Guiscardo Poi divenne l’eroe di Cividate, quella battaglia contro il papa tedesco che voleva scacciarli, Leone IX non li amava, chiese aiuto al cugino Imperatore del Sacro Romano Impero che inviò mercenari svevi, avevano promesso di cacciare i diavoli normanni, brutti, sporchi e neri e rimandarli all’inferno. Gli svevi avevano scambiato i soldati latini, slavi, lucani, saraceni per la cavalleria normanna. Errore gravissimo, il Conte Umfredo, il conte Riccardo I di Aversa dei Drengot, e lo stesso Roberto alla usanza norrena, combattevano alla testa dei loro uomini. Roberto fu disarcionato tre volte e fece quattro cariche fino alla vittoria. Il 18 giugno 1053 fu l’apoteosi degli normanni di Melfi, gli imperiali e longobardi sconfitti, il papa prigioniero. La Conte di Melfi più forte che mai, ma al giovane Altavilla non bastava: voleva tutto e soprattutto voleva conquistare Costantinopoli, ma nel frattempo era feudatario del fratello maggiore Umfredo. 15 maggio 1848 fucilato 22 anni poeta patriota la vistaIl conte Umfredo sposò Matilda, figlia di Asclettin I Drengot da cui ebbe due figli:Abelardo, nato dopo il 1044 e morto in Illiria nel 1081ed Ermanno, nato dopo il 1045 e morto a Bisanzio nel 1097.  Alla morte del fratello Drogone, ne sposò la vedova Gaitelgrima, figlia di Guaimario III di Salerno, da cui nacque Umfreda, che andò sposa al bizantino Basileo Spadafora.  Umfredo morì a Venosa nel 1057 e la sua eredità passò al fratellastro ed eroe di Civitate, Roberto il Guiscardo, al quale attribuì anche la tutela dei suoi figli minorenni, Abelardo ed Ermanno. Il Guiscardo, però, ne confiscò l’eredità: nel giro di due anni, avrebbe elevato il suo rango comitale allo status ducale. Umfredo è sepolto assieme ad alcuni fratelli nella Santissima Trinità di Venosa.

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