
PIETRO SIMONETTI
Il quotidiano della Confindustria racconta molto bene cosa accade da dieci anni nel nostro Paese nel comparto automobilistico.
La produzione e’ stata ridotta della meta’ . Nel 2022 si e scesi a 473.000 auto a fronte del milione,una quota considerata di sopravvivenza.
Il giornale rivela con trasparenza la condizione dei fornitori italiani e i livelli di produzione che in Spagna si attesta a 1,7 milioni di auto.
Acuta e’ la diagnosi sugli effetti relativi alla presenza di un solo produttore in Italia e dei mancati investimenti di produttori esteri che scelgono altri Paesi della UE.
Il Sole 24 Ore parla di mancanza di politica industriale e scarsità delle attività di ricerca e sviluppo.Tutto vero.
Il quadro rappresentato sulla condizione degli Stabilimenti ora gestiti da Stellantis,a partire da Melfi,segna una evidente svolta nel racconto dell’attuale fase di ristrutturazione e dello stato dei flussi di fornitura .i
Di particolare interesse è l’analisi attorno alle capacità ed al valore delle esportazioni dei componenti della dipendenza dall’estero di prodotti elettronici e di nuova generazione.
Il racconto , perfettamene documentato, indica il rapporto tra la caduta dei volume di produzione e le decisioni sull’uso dell’elettrico.
La crisi della produzione italiana viene da lontano.
Per queste ragioni la vicenda della crisi dello stabilimento di Melfi,e non solo,non puo`essere affrontata con approcci e metodi domestici ..
La situazione in atto, al netto dei modelli da produrre , dopo l’eliminazione di una linea di produzione e la sottoscrizione degli accordi di super incentivazione all`esodo,indica la prospettiva reale di una occupazione diretta 3500/4000 lavoratori e 1500 dei fornitori.
Senza un impegno governativo a livello nazionale ed in Europa, la lotta di tutto il movimento sindacale,il declino dei punti di produzione in Italia sara`costante.