STELLANTIS, UN GRANDE FUTURO…..DIETRO LE SPALLE

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PIETRO SIMONETTI

 

La campagna elettorale procede lungo l’itinerario delle promesse  a vuoto e di annunci enfatici di un patto per la Basilicata che non è altro che la ripartizione di fondi dovuti alle regioni. Fondi che non saranno spesi prima del 2027, se pure saranno spesi, visto che ad oggi abbiamo solo titoli di progetti assemblati alla meglio senza un minimo di razionalità, effetto questo dell’abbandono da decenni del metodo della programmazione che ha ridotto la politica regionale al caso per caso, giorno per giorno. La riprova è ch anche i fondi POC per 400 progetti comunali finanziati con ben 173 milioni, sono al palo e non si sa se e come correranno . E tutto questo mentre un quotridiano ieri l’altro titolava ” la basilicata milionaria”. Forse pochi sanno che il bilancio pubblico allargato per la Basilicata vale ogni anno 10 miliardi di euro e quello privato circa 5 miliardi: una somma enorme per gli attuali 485.000 residenti a fronte dei 537.000 dichiarati dall’Istat che comprendono i migranti iscritti all’Aire. Basta fare una divisione pro capire che si  potrebbe vivere senza lavorare. Il tema è da sempre, ed oggi ancora di piu’, il modo in cui vengono utilizzate le risorse pubbliche e private. La vicenda Stellantis e’ una delle storie che segnalano il nanismo dei gestori delle politiche industriali della Regione ed il pressappochismo delle parti sociali. Il disegno della multinazionale è’ stato indicato da tempo dall’impresa:ridurre le linee,l’occupazione il numero dei fornitori. La risposta è stata,in gran parte,quella della fallimentare stagione della pseudo concertazione e del dialogo senza voce in capitolo.Comunicati stampa e qualche presidio. Richiesta di incentivi per la riduzione dei costi dell’energia, una risposta debole  di fronte ad un disegno chiaro: tagliare i livelli produttivi,occupazionali anche con l’aiuto del “grande esodo.” Ora che il disegno e’ quasi compiuto da Stellantis con l’investimento di alcune centinaia di milioni per gli esodi in tutto il Paese, si continua come  se nulla fosse accaduto. Altri tavoli,dichiarazioni,commenti e foto di circostanza. Ma nulla sarà più come prima. La fase della ristrutturazione produttiva e finanziaria è del tutto sottovalutata persino in campagna elettorale, segno di una classe di governo che non reagisce , non interloquisce e non protesta, Il futuro di Melfi lo abbiamo alle spalle senza che nessuno se ne accorga.

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