VENERDI’ PROVA DI TENUTA DI UNA MAGGIORANZA NUOVA

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Non credo che, venerdì, in Consiglio regionale di Basilicata Bardi vorrà contarsi sulla mozione presentata dall’opposizione contro la legge Calderoli. E non è questione di numeri, perché potrebbe anche farcela con un voto di vantaggio. Ma è questione politica nel senso più alto della parola, che ingloba valori come responsabilità sociale, etica e morale . Il fatto è’ che , rispetto al dibattito tenuto lo scorso anno, in vista della discussione in Parlamento della proposta di legge sull’autonomia differenziata, siamo di fronte ad una situazione complessiva che è peggiore di quella che si era prospetta alla vigilia dell’esame parlamentare. Una legge che tiene in sé una serie di scappatoie che consentono alle Regioni del Nord di trattare molte materie indipendentemente dalla definizione dei LEP, dei livelli essenziali delle prestazioni, con il rischio di mettere il Paese di fronte al fatto compiuto. Una di queste scappatoie è che, chiedendo le Regioni del Nord la gestione delle altre materie non soggette a Lep, di fatto vanno a tenersi quella parte di residuo fiscale destinata alla redistribuzione generale . La seconda, la più pericolosa, è che, quando si parla di definizione dei Livelli essenziali dei servizi, non si indica alcun aggancio alla media generale del costo dei servizi in Italia, ma potrebbe portarsi ad un livello che è anche di molto al di sotto della media . La terza, che conferma la pericolosità di cui sopra ,è che. se entro due anni non si definiscono i livelli, si parte col costo storico, cioè con la situazione attuale. Cioè gira e rigira, basta prendere un pò di tempo e non far niente che si arriva a rendere stabile la differenza abissale  oggi esistente tra chi i servizi li ha e chi non li ha. Che altro ci vuole per mettere i legislatori di una regione messa all’angolo da una legge iniqua, di fronte alla responsabilità umana , morale e politica  di prendere comunque la distanza dal provvedimento e di chiederne il giudizio di costituzionalità? . Il non farlo significherebbe che, per alcuni consiglieri, l’interesse della comunità regionale viene dopo il mantenimento degli accordi assunti dei partiti nazionali, secondo cui uno si prende l’autonomia, l’altro si prende il premierato e il terzo si prende la riforma della Giustizia. Ma  se la maggioranza di un anno fa poteva permettersi di blindare la volontà romana, oggi quella maggioranza non c’è più , giacchè per vincere ha dovuto rivolgersi a partiti di centro, i quali, per un motivo o per l’altro, la pensano diversamente , con un Calenda ( Azione)  che è contro le tre riforme previste e con un Renzi ( I.V.) che di quelle tre salva solo quella che riguarda la Giustizia. E dunque il buon senso vorrebbe che si prendesse atto di una situazione politica che è cambiata e rispetto alla quale non si può che usare il buon senso di un dibattito equilibrato, pacato e aperto ad una decisione condivisa e dettata dalla coscienza di ciascuno. Su queste cose c’è un solo riferimento, ed è il bene della Basilicata, intesa come regione con la r minuscola, che conta di più rispetto a quella con la maiuscola. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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