
pietro simonetti
Il cantiere di Tito per l’allargamento dell’ area e la costruzione dell’ eliporto, dopo il taglio del nastro e la tabella piantata , da molti mesi è deserto. Nessun e esproprio di terreni è stato effettuato. Della eliminazione
dei tralicci Enel non c’è traccia.Lo stesso vale per il tanto decantato eliporto per fare volare Vip e imprenditori desiderosi di investire in Basilicata mentre le aziende chiudono nell’area e non si riesce a capire che fine abbia fatto la reindustrializzazione dell’azienda ferroviaria , finanziata con cinque milioni di euro. Inutili e infruttuose le continue richieste ai dirigenti del dipartimento ,che ormai praticano la secretazione dei documenti. Come pure Api-Bas con il solito taglio di nastro e tabella di rito, foto e interviste con i dirigenti di Zes, in pieno stile anni venti, di queto secolo , aveva indicato la ” svolta storica”, per un mero finanziamento di 800.000 euro invece di 20 milioni indicati a suo tempo.
I dati di novembre veicolati dalla Zes unica indicano una debacle per ka Basilicata : solo 7 interventi in Basilicata su 401 effettuati.Altri elementi che si aggiungono alla crisi idrica, alla perdita di 2500 occupati a Melfi spinta da incentivazioni alle dimissioni sottoscritte dalla maggioranza delle organizzazioni che ora si battono per quello che resta dei patti con Stellantis.

Intanto nessun appalto per la manutenzione delle 8 aree industriali della provincia di Potenza e nessuna nuova azienda allocata, oltre al blocco della liquidazione dell’Asi di Potenza. Quella di Matera è autonoma ma non sta meglio. Investimenti fermi anche per le bonifiche meNtre gli inquinamento proseguono e avanzano verso le falde acquifere. .Il futuro prosegue con dolorose perdite e misfatti.