La città di Potenza si trova di fronte a una sfida cruciale: la crisi dell’Acta, la municipalizzata che gestisce la raccolta differenziata, aggravata dalle dimissioni di Napolitano.
La situazione economico-finanziaria, qualcuno dice anche giudiziaria, dell’azienda è allarmante, e l’assenza di una guida rischia di far precipitare ulteriormente la gestione dei rifiuti in città.
L’Acta non è nuova a problemi strutturali. Negli anni, sotto il controllo prima del centrosinistra e poi del centrodestra, è stata gestita con una logica politico-clientelare, più attenta agli equilibri di potere che alla reale efficienza del servizio.
Il risultato? Un’azienda che naviga a vista da anni, senza una strategia chiara né una pianificazione seria per affrontare le sfide della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.
I potentini, oltre alle consuete apparizioni istituzionali del sindaco, si aspettano un intervento deciso per affrontare le emergenze amministrative. Se si pensa che la risoluzione dei problemi possa avvenire con una politica attendista, sperando che tutto si sistemi da solo, si rischia di deludere le aspettative e di compromettere il futuro della città.
L’Acta impiega centinaia di lavoratori e rappresenta un servizio essenziale per Potenza.
La sua crisi non è solo economica, ma anche gestionale, e richiede una soluzione immediata per evitare il collasso operativo. Ogni giorno di incertezza peggiora la situazione e aumenta il disagio per i cittadini.
Ora, il sindaco ha l’opportunità di dimostrare con i fatti la volontà di cambiamento annunciata in campagna elettorale. Non bastano parole di rassicurazione: serve un intervento rapido e deciso per garantire all’Acta una nuova guida competente e per avviare un piano di risanamento serio.
La città aspetta segnali chiari. Il tempo delle attese è finito.
ACTA POTENZA: DOPO LE DIMISSIONI DI NAPOLITANO, IL SINDACO SI DIA UNA MOSSA
0
Condividi