8 MARZO, MIMOSE PER NASCONDERE L’INERZIA DELLE AUTORITA’

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PIETRO SIMONETTI

Oggi 8 marzo si terranno tante iniziative che rimetteranno per un giorno la condizione femminile al centro della comunicazione e della riflessione.
Da tempo siamo passati dalle mimose,ai convegni ed alle mostre. Negli ultimi anni ed in particolare nel 2023 sono emerse con forza iniziative di lotta che hanno scosso l’opinione pubblica per partecipazione e contenuti nuovi attorno alle violenza sulle donne e sulla condizione lavorativa e salariale. In Basilicata le iniziative non riescono ancora ad ottenere sbocchi su questioni centrali come la creazione di servizi ,  di strutture antiviolenza e il sostegno ai misure concrete di prevenzione repressione . A cominciare dalla mancata apertura del Centro antiviolenza di Palazzo San Gervasio,  continua l`inerzia delle Autorità preposte e si  continua a lavorare con strumenti obsoleti  come i numeri verdi e gli sportelli per denunciare violenze o tentativi discriminatori. Il Centro di Palazzo, candidato dal Comune e finanziato nel 2018 con un milione di euro del PON legalità , e’ stato  completato da oltre un anno ma resta chiuso anche dopo un avviso pubblico per la ricerca del gestore. Tutto questo nell’assoluto silenzio di quanti dovrebbero intervenire. Lo stesso vale per le importati strutture da realizzare per garantire alle lavoratrici ed ai lavoratori stagionali l’accoglienza ed i servizi adeguati anche la lotta alle tratte ed allo sfruttamento lavorativo La Regione Basilicata non ha ancora effettuato gli appalti ,del valore di 15 milioni euro di investimento della  UE, per la realizzazione dei Centri di Boreano,Gaudiano,Scanzano per 450 posti e servizi  e neanche per il completamento della ristrutturazione del Centro stagionali  di Palazzo. Si tratta di progetti approvati  5 anni fa e rimodulati nel tempo a seguito dell’aumento dei costi. Strutture e servizi che devono essere completare entro il 31 dicembre 2025 pena la perdita dei Finanziamenti. Mentre si firmano protocolli,convenzioni e si svolgono centinaia di convegni e mostre si perde di vista la questione degli strumenti e delle strutture da realizzare. La cultura degli spot e della comunicazione  sostituisce il fare concreto per importanti progetti e finanziamenti ottenuti.  Nessuno ricorda l’incendio del ghetto della Fellandina e la morte atroce di Patty,una migrante nigeriana,bruciata viva perche voleva nel 2019 lasciare la tratta.
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