DI MARIANO PATURZO
Se ne va una icona del socialismo lucano e nazionale: Nicola Savino.
Uomo lucidissimo. Ha servito la Comunità con l’idea del Bene Comune. Un amico vero. I ricordi di questa amicizia dal lontano 1974 si sprecano ma rimangono in me indelebili. Abbiamo viaggiato molto tempo insieme, ed anche con altri compagni che serbo nel cuore. Tra paradossi e strade dissestate. Lunghe a volte ma mai solitarie. Abbiamo condiviso traguardi e speranze. Il tuo entusiasmo è lo spirito vitale che offrivi in mille e mille occasioni continuerà e riportarci il tuo visionario modo di esistere.
E chi se lo dimentica quando ti venni a trovare per raccontarti il rammarico di sospendere le recite del Living Theatre a Potenza. Rassegna finanziata dal tuo Assessorato regionale alla Cultura e Formazione. V’era una scena di nudo ed il compianto Presidente Verrastro ci fece sapere che occorreva sospendere lo spettacolo. Ricordo bene che in presenza mia e di Nini’ Mastroberti telefonasti al Presidente Verrastro e concludesti con: “sono pronto a dimettermi dalla Giunta”.
E attaccasti il telefono. Nemmeno un paio di minuti dopo il Segretario particolare di Verrastro richiamo’ e ti passo la linea. Ringraziasti e senza toni particolari ci comunicasti che la situazione era risolta. Venisti a vedere nello storico teatro2torri la performance del Living e uscendo nel salutarti ci dicesti: tenevate’ raggion’.
Eri così schietto e a volte irascibile. Onesto ed operoso, amato e stimato da molti, richiamano il tuo guardare lontano e la tua caparbietà a fornire visioni che spesso hanno centrato conflitti e decadenze, missioni fuori tempo perché troppo lontane le mete.
Avevo nei tuoi confronti una enorme stima. Ci hai aiutato tanto per costruire il Teatro in Basilicata nel lontano 1979 Quello aperto all’Europa. Quel teatro inteso come servizio pubblico e da sostenere soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Come solevi ripetere.
Ma è un orrore oggi che a passi inesorabili avanza l’oblio che circonda tutta la storia politica italiana, non solo quella riformista e socialista.
Mi vengono in mente proprio quei versi declamati nel finale dello spettacolo del Living Theatre per una società di pace. Più giusta ed umana. Ed io te li dedico caro Nicola. Perché li sento a te vicini e tanto tanto attuali da strapparmi l’animo mio.
“Io mi chiedo perché passo la vita a ripetermi: “Questo s’ha da fare”, quando per farlo ho causa, volontà, e forza e mezzi.
Ed a spronarmi a tanto
ci sono esempi grandi come il mondo:
ne sia testimonianza questo esercito, massiccio d’uomini e d’armamenti, guidato da un gentil giovine principe
che tutto gonfio di sacra ambizione, fa le boccacce all’invisibil fato, esponendo ciò ch’è mortale e incerto
a tutto quello che Fortuna e Morte ardiscono arrischiar contro di lui.
E tutto questo per un guscio d’uovo!
Vera grandezza non fu mai combattere senza grandi motivi; ma è pur grande trovar causa di lite in una paglia, s’è in gioco l’onore.”
Ancora tanti abbracci.
Allaccia la cintura anche se il Viaggio ti porterà non lontano da noi, Amici, che ti ricorderanno con l’affetto di sempre.