SCENARI POLITICI: E ADESSO CHE SI FA?

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Con la necessità di fare un listone che possa sperare di arrivare al 40 per cento, il segretario del Pd, Renzi, prima di trovare compartecipazioni esterne deve compattarsi all’interno e trovare la quadra per metetre il partito in condizione di parlare con una sola voce, la sua. Cosa di per sé difficile da segretario del partito, figurarsi se intende, anche ricandidarsi alla guida del Paese, con parte della famiglia politica di appartenenza  che è arrivata a fare di tutto pur di mandarlo via. Eppure la politica è l’arte del possibile ed è il luogo dove non ci sono né amici  né nemici eterni, lo prova il fatto che proprio in queste ore  il segretario del Pd sta cercando di  ricucire con la sinistra del partito, senza la quale gli sarà difficile andare avanti. Lo deve fare in nome della sola strategia possibile : mettere il partito in condizione di arrivare primo tra i tre possibili blocchi elettorali, il m5S da un lato e l’alleanza di destra dall’altro e poi sperare che i moderati di centro,  si predispongano ad una alleanza con il centrosinistra. Berlusconi sta aspettando per scegliere se rifugiarsi nelle braccia aperte da Salvini e Meloni , dove già buona parte dei suoi si è andato a trovare una sinecura, puntare su una alleanza con Renzi, alla condizione che questi , anche non raggiungendo il 40 per cento, arrivi come primo partito o meglio come prima lista. Il personaggio ovviamente non fa niente per niente , ma non è abituato a stare coi perdenti, e quindi aspetta, sondaggi alla mano, di sapere quali delle due alternative rappresenti la strada per il suo reinserimento nella politica decidente. Ora, così stando le cose, ci si aspetta che la minoranza dem si  comporti un po’ diversamente da come ha fatto per il referendum costituzionale , prima approvato al Parlamento e poi rinnegato sulle piazze. E soprattutto ci si aspetta che, mentre dal capo del partito arrivi una proposta politico programmatica seria, alta ,che definisca lo spazio della società da rappresentare, le strategia di rilancio del paese, il rapporto costruttivo e rispettoso con la sinistra del  Paese, dall’altro lato non si alzi il prezzo della loro adesione, determinando un nuovo braccio di ferro che darebbe al Paese il segnale di un partito ormai avviato all’autodistruzione. La componente pugliese di questa minoranza, a partire da Emiliano si sta già muovendo nella direzione di provocare una rottura definitiva, forse inseguendo l’idea di una formazione di sinistra che  possa tranquillamente superare la soglia di sbarramento per poi presentarsi a trattative postume anche con il M5S. Non gli deve essere estraneo il tentativo di persuasione che D’Alema sta facendo, vedendo in lui, Emiliano, la sola persona capace di ricompattare una sinistra italiana che dopo anni di governo fatica a rimettersi in piedi dal versante dell’opposizione.

Stanno meglio ,dall’altro lato, le componenti della destra, con Salvini e la Meloni, che hanno lasciato i toni alti  a Grillo e si propongono nelle vesti suadenti di alternativa di governo, inclusiva e democratica, unita e apparentemente compatta, anche se sotto sotto rimangono inevasi gli interrogativi su chi deve essere il leader consacrato, non avendo rinunciato né l’uno, né l’altra a questa velleità. Berlusconi si sarebbe già buttato in quel pacchetto di mischia, che gli è più congeniale, se Salvini  non l’avesse placcato prima, sbarrandogli la strada alla leadership, ma resta la possibilità che, in caso di adesione, sia proprio lui a sponsorizzare la Meloni, restituendo la cortesia al capo della Lega.

Il terzo schieramento è in difficoltà  per l’attacco convergente che dal punto di vista mediatico sta ricevendo, da destra come da sinistra e non hanno tempo i due detentori della società, Grillo e Casaleggio jr, di guardarsi intorno, troppo occupati a ridimensionare Di Maio e a cambiare buona parte della rappresentanza parlamentare, in modo da avere un movimento ancora più controllabile di prima. Hanno da amministrare una dose di malcontento notevole nel Paese che riesce anche a mettere in secondo piano le vicende romane e quel trenta e passa per cento, se non potrà arrivare a quaranta, garantisce comunque  un futuro all’avventura informatico-politica di questa moderna e originale impresa mediatica. Ma , se guardiamo agli ultimi vent’anni, ci sta tutto, tutto torna per colpa di un ceto politico egocentrico, narcisista, incapace di ascoltare la gente, velleitario  e decadente dal punto di vista dei comportamenti e della morale. Grillo ha solo raccolto quello che gli altri hanno sparso per terra. E i dissipatori di speranza e di consenso se non compiono un miracolo, sembrano arrivati all’ultimo atto.  Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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