Di quanta paura metta la Corte dei Conti al sistema degli enti locali si può avere contezza dalle semplici immagini trasmesse dalla tv alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario- contabile. Grande parterre di amministrazioni e manager e tutti con le facce attente a sentire dati e cifre del malfunzionamento della macchina amministrativa a tutti i livelli. Che è poi un malfunzionamento che la giustizia colpisce per le vie brevi, quelle della tasca, che si stanno rivelando il vero e unico deterrente contro la malagestio per il semplice fatto che le pene pecuniarie arrivano presto e fanno tanto male. La relazione del procuratore generale della Corte, Luigi Cirillo,è tutta racchiudibile in alcuni numeri: quello delle denunce che sono aumentate, e quello delle indagini che si sono ampliate a dismisura. Sono stati aperti 655 procedimenti , un dato che la dice tutta sulla disfunzione della pubblica amministrazione; disfunzione che si chiamano a volta a volta incarichi , spese superflue, acquisti non motivati, promozione e benefit non giustificati. E,sopratutto, affidamenti senza gara, al punto che è stato lo stesso Cantone, il magistrato anticorruzione, a segnalare alla Corte dei Conti di Basilicata il preccoupante fenomeno. Basti dire che alla sola Guardia di Finanza, che poi è diventato il più forte braccio operativo della Corte,sono state affidate 140 indagini a fronte delle 25 dell’anno precedente. E’ anche da sottolineare le minori denunce all’organo di magistratura contabile che provengono dalle procure penali, un dato che può essere aperto alla doppia interpretazione di una diminuita presenza di reati contabili, oppure di indagini che non sono giunte al vaglio finale della verifica giudiziaria. Insomma un quadro poco edificante che mette allo specchio una conduzione amministrativa degli uffici alquanto debole, incapace di prevenire i fenomeni, assolutamente inadeguata a costruire un quadro di controlli , di trasparenza nell’iter delle decisioni dei singoli Enti. La riprova che non servono provvedimenti come il responsabile alla trasparenza, la rotazione ( che non si fa) negli uffici sensibili, e altre prese in giro del genere. Ma anche la riprova che la gente sta reagendo e in maniera più o meno trasparente fa arrivare sui tavoli della procura contabile fior di fascicoli. E se non vanificano la legge Catone sull’accesso agli atti libero e utilizzabile da tutti i cittadini, c’è veramente di che filar dritto.
LA CORTE DEI CONTI FA’ MALE ALLE TASCHE
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