PD, DIVORZIO O SEPARAZIONE?

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E’ vero che i politici, nella gran parte , hanno smesso di guardare lontano e di preferire la gestione del giorno per giorno, ma arriva il momento in cui debbono alzare lo sguardo per capire dove portano certe decisioni. Quello che abbiamo visto in questi giorni è un replay della fine della Democrazia Cristiana  e, se proprio vogliamo essere precisi, è una scena che si ripete allo specchio, cioè all’incontrario. Arriviamo alla crisi della Componente di sinistra del Pd, non per mano giudiziaria, come fu nel 94 per Dc e Psi, ma per un nipotino di Fanfani che sembra il Nonno sputato: dinamico, trasgressivo, testardo e anticomunista. E’ partito dalla rottamazione di D’Alema e , pur con delle pause, non ha cambiato rotta , al punto che gli interessati hanno capito che o si trovavano una collocazione per tempo, oppure rischiavano di non tornare nemmeno in Parlamento. C’è poco di ideologico o di valoriale dall’una e dall’altra parte e ,anche se ognuno cerca di giustificarsi con ragionamenti alti, la verità è che, in vista della prossima tornata elettorale, ognuno si sta posizionando nel migliore dei modi possibili.  Questo avviene al piano nobile della compagine parlamentare e via via, di conseguenza, ai riflessi che quegli spostamenti del piano nobile producono nella catena di comando, agli altri piani, Regione, Comuni ecc. Quindi non è da scandalizzarsi se qualcuno prende tempo in una situazione che chiara non è. Ci fosse stato Emiliano , il peso specifico della “cosa rossa” sarebbe stato tale da assicurare un rientro in parlamento alla maggior parte dei leader della sinistra , ma Emiliano della cosa rossa ha fatto un tappeto per la pedana dalla quale sfiderà  Renzi e tutto l’entusiasmo di chi già si vedeva in una formazione politica capace di dettare le condizioni al Pd, oggi si è raffreddato , portando la cosa alle dimensioni di una “cosina”. Anche in Basilicata, per parlare di questioni a noi più vicine, lo sconcerto è evidente sia per la prima linea che per quelle che seguono.  Oggi come oggi , senza un seguito consistente in termini di consiglieri regionali o di Sindaci, quattro parlamentari lucani (Bubbico, Speranza, Folino e Placido) della sinistra sono troppi per poter competere con successo, anche se tra quei tre c’è chi, come Folino, non fa storie sulla collocazione ma su chi dirige la baracca. Ma neanche stanno bene dall’altro lato dove si è fatto crescere il peso della compagine di centro e oggi quel peso non fa tornare la bilancia a posto, soprattutto se Marcello Pittella, come sembra , abbia una qualche idea di candidarsi. Qui qualcuno deve fermarsi un giro oppure pigliare un’altra giostra, altrimenti i conti non tornano, tra Margiotta, Antezza, Pittella, De Filippo, per non parlare di Lacorazza che nelle trivelle in mare ha finito col trovare una bandiera che lo rimette in corsa. Così, in questo sommovimento del piano di comando, in sala macchine si prendono posizioni: il segretario provinciale di Potenza Molinari sembra più intenzionato a rimanere che a seguire Speranza, così come ha fatto Cifarelli ( anche se ufficialmente convoca una riunione di corrente per decidere il da farsi), mentre Muscaridola ed Adduce che già avevano lasciato Speranza e Bubbico mesi prima del referendum costituzionale ( al punto che Murcaridola aveva fatto votare si al referendum) non hanno ripensamenti e rimangono nel Pd. Altro titubante è Bellitti, il segretario provinciale di Matera, il quale però sembrerebbe voglia sciogliere la riserva in favore degli scissionisti  giacchè sarebbe più garantito circa un ritorno in Consiglio regionale, sia per la forza propria di cui comunque dispone sia per la compattezza del nuovo gruppo intorno alla sua persona.  C’è poi la partita dei Sindaci che in questo momento sono tirati per la manica da una parte e dall’altra perché vuoi o non vuoi, questi alla fine contano al momento della verità, che si chiamino primarie oppure elezioni politiche. Legittima questa competizione al “che fai rimani o te ne vai?, e chi ha un pò di lungimiranza politica dovrebbe esortare a una separazione consensuale più che ad una rottura con tanto di divorzio e di avvocati. Cioè: non vi fate male, perché alla fine , se non volete un grillino a Palazzo Chigi , dovrete sedervi intorno ad un tavolo. E non a caso, il Governatore Emiliano, che più che un pescatore sembra un contadino ”scarpe grosse e cervello fino” ha già impostato la sua campagna per le primarie, dicendo che lavora per riunire e riportare dentro chi se n’è andato. Cioè fatemi lavorare, ragazzi!! Ecco, quel gioco largo sulle ali che qui non riusciamo a fare. Rocco Rosa ( FOTO DI COPERTINA trmTV)

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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