Scrive alla redazione di Passaggio a Sud una sconsolata cittadina. Allega una foto, con una didascalia: “Villa di Santa Maria. Muretto di cinta esterno“. E prosegue: “Ecco ecco che tutti i fiumi di parole su Potenza città brutta mi sembrano stucchevoli. Cosa c’entra l’ipotetica bruttezza con la civiltà ? Potenza città sporca. E sporca per causa di una parte di cittadini che hanno dentro di loro il gusto del brutto e dell’incivile“.
Come darle torto? Come é possibile non rendersi conto di quanto spetti a noi, innanzitutto a noi, rendere gradevole la nostra cittá? Cosa passava per la testa del padrone di un cane cui é stato consentito impunemente di fare i suoi bisogni su un muretto di cinta, e senza che – figuriamoci – venisse in mente a costui di usare un sacchetto? Sono le stesse persone che poi lamentano il degrado, l’assenza o il malfunzionamento dei trasporti pubblici? Cosa é il decoro urbano, se non la voglia di tenere pulita la città come se fosse casa propria? Di fronte a tanta strafottenza, non c’é amministrazione pubblica che possa stare dietro, e la spirale puó solo avvitarsi verso il fondo. E non basta. La tristissima passeggiata della nostra lettrice riserva ancora qualche “bella” sorpresa.
“E poi questo. ….si rubano pure i pezzi di scale. Queste sono le scale del covo
degli arditi che collegano via Lazio con via Ciccotti“. Davvero difficile non farsi venire il sangue acido di fronte a spettacoli del genere. Difficile non pensare alla teoria delle finestre rotte, alla inevitabile relazione di causa ed effetto circolare fra la bruttezza di un luogo e l’abbrutimento, il degrado degli abitanti di quel luogo. Difficile nonpensare all’idea che a Potenza, come in molti altri luoghi del nostro paese, il bene pubblico non è di tutti, ma é di nessuno. A chi mai poteva servire quel pezzo di marmo, e per farne cosa? Domande destinate a rimanere senza risposta, che lanciamo nell’etere insieme al pessimismo della nostra lettrice, una donna giovane, che forse desidererebbe un luogo migliore nel quale vivere. Fare appelli ci sembra, piú che difficile, inutile (parafrasando qualcuno). Ma forse fará riflettere dieci secondi in piú un altro proprietario di cani, o un altro manovale edile a corto di materie prime. IL