Non sono un fumatore vero e proprio. Ne fumo due al giorno, dopopranzo e dopocena.Lo so che non dovrei ( anche perché c’è chi aspetta che prenda l’accendino in mano per ricordarmelo), ma non riesco a farne a meno. Stupefacente, è il caso di dirlo, come si possa, con due sigarette solo, rimanere regolarmente dipendenti dal fumo. Se manca la sigaretta quando mi metto sulla poltrona appena finito di mangiare, debbo alzarmi per uscire a comprarla, di qualsiasi ora si tratti. Ora lo Stato pensa di aver trovato il modo di farmi smettere. Ha messo delle foto sui pacchetti che illustrano tutti i danni da fumo. Chi
è fumatore sa di cosa parlo: scene di guerra, scene da ospedale da campo, tutte lì ,scelte tra le cartelle cliniche più cruente che ci siano in giro. E’ giusto tutto questo? No, che non è giusto, perché è un modo moralista e ipocrita di mettere insieme la botte e il cerchio. Continua a guadagnare sulla vendita e fa finta di fare attività di prevenzione con le stesse sigarette che ti vende.Di questo passo, se non c’è qualcuno che fermi queste menti eccelse, dovranno mettere scene analoghe sulle bottiglie di vino
( perché c’è chi eccede), oppure su quelle dei liquori ( perché c’è chi eccede), non riusciranno a metterle solo sulle bustine di droga, perché quelle non sono monopolio di Stato, ma monopolio della criminalità organizzata. Così del resto hanno fatto con le macchi
nette mangiasoldi. Mica le hanno tolte: ci scrivono sopra con la mano destra“ il gioco può creare dipendenza” e con la sinistra incassano i proventi. Potrebbero usare lo stesso sistema di prevenzione e far vedere le persone che si suicidano, le famiglie ridotte sul lastrico, le persone che diventano schiave dei “cravattari”. Oppure potrebbero far uscire una vocina dalle stesse slot machine che ogni tanto ti avverte “ ma che cazzo fai, lo sai che stai rovinando una famiglia. Vergognati! E intanto incassano il 50 per cento del povero disgraziato, preda della malattia del gioco. Se questo è uno Stato!La morale? Non c’è. Uno Stato serio toglierebbe dalla circolazione tutto quello che è vietato. La gente sbatterebbe la testa contro il muro, ma poi si arren
derebbe all’evidenza, come si è arreso a tante cose giuste che sono state fatte per eliminare il fumo dai luoghi pubblici. Insomma o fai lo Stato o fai il biscazziere, o fai l’Autorità premurosa della salute pubblica, o fai lo sfruttatore dei vizi altrui. Ci vuole tanto a capire che bisogna cambiare strada, portando avanti da un lato una strategia di persuasione a ridurre gradualmente la portata del vizio, dall’altra a ridurre le occasioni del vizio. Ma sul vizio questo biscazziere pubblico, che fa giocare, porta i liquori e vende fumo, ci campa. Rocco Rosa
BISCAZZIERE, SFRUTTATORE E PURE MORALISTA
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