POTENZA: FRAZIONAMENTO DELLE QUOTE O CESSIONE DELLA SOCIETA’?

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Rocco SabatellaROCCO SABATELLA

 

Chiusa positivamente con la salvezza un’altra stagione molto travagliata ed è la seconda consecutiva che le gestioni sconsiderate e arruffone di Vangone e Vertolomo hanno lasciato in eredità, un’altra estate molto movimentata aspetta i tifosi del Potenza che vorranno conoscere, il più presto possibile, quale tipo di stagione sportiva dovrà disputare il Potenza. Da oggi il nuovo gruppo di dirigenti del Potenza, capeggiato da Nicola Dionisio, si tufferà, è il caso di dire, nel lavoro più difficile che li attende da oggi in poi e che attiene alla composizione di una base societaria solida utile a programmare il futuro prossimo del Potenza. Bisognerà essere ottimisti sulle possibilità di fare una società forte oppure ci si dovrà rassegnare a qualcosa di meno ambizioso? Dalle dichiarazioni di Dionisio e di Michele Saponara che sono l’anima di questo progetto di rilancio del calcio a Potenza si nutre fiducia anche se al momento di concreto non c’è assolutamente niente. E quando parliamo di concretezza, ci riferiamo alla mancanza di soggetti che sono già entrati a far parte della società rossoblù con la sottoscrizione delle famose quote frazionate. A parole sembra che intorno al Potenza ci sia un tale fermento, un interessamento così forte alle sorti del glorioso sodalizio del capoluogo che induce a pensare in maniera positiva. Ma questi interessamenti, finora solo verbali, devono essere trasformati ed è qui il duro lavoro che attende Dionisio e compagni in atti concreti, ossia nel cominciare ad immettere soldi freschi nel Potenza. Il nuovo gruppo dirigente è fermamente intenzionato a privilegiare l’ingresso in società di  forze imprenditoriali della città e questo costituisce il piano A che si sono prefissati Saponara e Dionisio. Piano che comunque non potrà durare troppo a lungo e che, come più volte è stato detto, non potrà andare oltre la fine del mese di maggio. Perchè i tempi comincerebbero a farsi stretti visto che dal mese di giugno bisogna cominciare a programmare la stagione prossima. E per questo ragione che esiste, giustamente, anche un piano B. Molto diverso dal piano A per il quale spingono  ovviamente Dionisio e Saponara e che prevede il frazionamento delle quote ed una base societaria del Potenza molto radicata sul territorio cittadino. L’alternativa alla mancata realizzazione di questo progetto molto affascinante non può che portare a prendere seriamente in esame le proposte che sono già arrivate sul tavolo di Dionisio e che sono state messe in stand by, dell’acquisizione del cento per cento del Potenza. Che, al momento, può sembrare la strada più facilmente percorribile e che potrebbe accorciare di molto i tempi della programmazione. Perché quando comanda un solo soggetto, diventa molto più facile e veloce prendere le decisioni. Sarebbe davvero una bella impresa se Dionisio e Saponara riuscissero veramente a fare un gruppo societario con imprenditori della nostra città e per questa idea lavoreranno incessantemente fino al termine di maggio, ma bisogna riconoscere che il piano B è molto più facile da attuare. Di conseguenza crediamo che altre alternative a queste due soluzioni non ne esistano. Perché, con estrema chiarezza, bisogna dire che l’idea di Dionisio di pensare ad un progetto della durata di due/tre anni per fortificare la società rossoblù mal si addice ad una piazza come Potenza. Prima perché questa idea l’abbiamo già sentita pronunciare da Vangone e Vertolomo con tutte le conseguenze disastrose cui abbiamo assistito e poi perché un progetto triennale si può fare se si ha la fortuna di essere in Lega Pro che rimane un campionato di grande prestigio e che per le società che vi militano assomiglia più ad una serie B/2 piuttosto che alla vecchia serie C. Per una piazza come Potenza o per quelle che per tradizione e blasone sono uguali alla società rossoblù,  il campionato di serie D deve essere disputato solo con un idea fissa nella testa: essere competitivo al massimo e cercare di arrivare primi. Per questo non ci troviamo d’accordo con Dionisio quando ha dichiarato che ci si può dare anche una programmazione triennale e che al primo anno l’obiettivo della società sarebbe quello di trovarsi nella parte sinistra della classifica perché salvaguardare il bilancio rimane la priorità. Questo progetto andrebbe alla grande in Lega Pro, ma in serie D potrebbe andare bene, giusto per fare un esempio calzante, al Monterosi, che quest’anno è arrivato secondo e che può riprogrammare per la stagione prossima il salto di categoria, ma non va bene al Potenza, alla Nocerina, al Taranto, alla Cavese, giusto per fare qualche esempio che non possono che avere come unico obiettivo quello di arrivare al primo posto. Che si può anche non raggiungere perché in serie D vince una sola squadra, ma dal quale non si può derogare come principio base ad ogni inizio di stagione. E poi presentarsi alla piazza con un siffatto progetto diluito nel tempo potrebbe anche dare l’impressione di trovarsi di fronte ad una società senza troppe risorse economiche e che prende tempo in attesa di tempi migliori. Noi crediamo nel lavoro di Saponara e Dionisio, ma allo stesso tempo auspichiamo che la soluzione che alla fine troveranno, sia la migliore in tutti i sensi per il Potenza. Senza scorciatoie e con la massima chiarezza e trasparenza possibili.

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