di Martina Marotta
E’ stata presentata presso la sede dell’Accademia di Lettere di Bahia a Salvador, la IX edizione del Festival Letterario Internazionale del Sertão de Jequié “Felisquié”, manifestazione letteraria di levatura internazionale che in questa edizione, la IX, vedrà protagonisti non solo scrittori e poeti brasiliani ed italiani ma anche i pionieri italiani e le loro storie di lavoro e sviluppo sociale ed economico legato fortemente al progresso commerciale dell’intera area Bahiana. Erano presenti alla manifestazione il Presidente dell’Accademia di Lettere di Bahia, Aleilton Fonseca, il Consigliere Capo della Fondazione Pedro Calmon, Anielson Santo, il Consigliere del Partito Verde di Salvador, André Fraga ed il Segretario alla Cultura e al Turismo del Comune di Jequié, Domingos Ailton, lo storiografo Eduardo Sarno e numerosi letterati e artisti. A 150 anni dal primo sbarco di italiani sulle coste brasiliane Brasile l’Assessore del Comune di Jequiè ha voluto fortemente dedicare questa edizione alla letteratura dell’emigrazione.
La manifestazione si svolgerà dal 21 al 23 ottobre in Jequiè e vedrà la presenza di scrittori, poeti, storiografi, giornalisti, artisti di vario genere, musicisti, pittori, fotografi artistici, ecc. ecc. Sarà una manifestazione all’insegna dell’arte e della letteratura internazionale. Molti gli scrittori, figli e nipoti di Italiani emigrati in Brasile lo scorso secolo, che presenteranno le proprie opere oltre a scrittori ed artisti che arrivano dall’Italia per rendere omaggio alle Terre che oltre un secolo fa ospitarono i loro nonni, i loro avi, pionieri in Brasile. Aprendo l’evento e dando il benvenuto ai partecipanti, il Presidente dell’Accademia di Lettere di Bahia, Aleilton Fonseca, ha raccontato di Felisquié come uno dei più importanti festival letterari di Bahia, che riunisce scrittori di Bahia, di altri Stati brasiliani e dell’estero. Il Segretario alla Cultura e al Turismo, Domingos Ailton, ha ringraziato l’Accademia di Lettere di Bahia per aver ospitato il lancio di Felisquié e i relatori dell’evento, invitandoli a Jequié per partecipare al lfestival letterario dal 21 al 23 ottobre. Ha preso, quindi, la parola la scrittrice Maribel Barreto e successivamente la scrittrice e produttrice letteraria Simone Adivincula.

Eduardo Sarno, ricercatore e storiografo, custode di un importante archivio storico sulla emigrazione Italiana in Brasile, ha parlato delle caratteristiche degli emigranti italiani, che erano imprenditori e incoraggiavano la popolazione locale a piantare prodotti agricoli come il cacao, il caffè e il tabacco, che non venivano coltivati in regioni come Poções e Jequié. Per Eduardo Sarno, tre fattori hanno contribuito all’adattamento degli italiani all’interno di Bahia: la lingua neolatina, con parole facilmente traducibili tra l’italiano e il portoghese; il cattolicesimo, che ha unito italiani e brasiliani; la cultura europea, che ha legato gli emigranti anche alla popolazione locale. A differenza di Salvador, dove gli italiani vivevano sparsi, nell’interno di Bahia erano riuniti in una colonia e c’era una rete di solidarietà tra loro, ha detto Eduardo Sarno. Il ricercatore ha concluso il suo intervento mettendo in evidenza il contributo dato dai lucani nei vari settori, nella produzione di energia costruendo una centrale elettrica, nella fabbricazione di soda e nel cinema. Sempre gli emigranti lucani hanno creato l’organizzazione culturale Casimiro de Abreu e festeggiato l’abolizione della schiavitù a Jequié.

Lo scrittore Domingos Ailton ha spiegato che il tema principale di Felisquié 2025 è “relazioni culturali tra italiani e bahiani”. Fra Italiani e bahiani, infatti, è esistito uno scambio di conoscenze tra gli immigrati e la popolazione locale, e, come ha sottolineato l’Assessore Ailton, Carlos Marotta è arrivato a Jequié come adolescente di soli 14 anni ma con importanti conoscenze intellettuali che ha trasmesso alla gente del posto, ed ha ricevuto in cambio la possibilità di poter conoscere gli aspetti salienti della la cultura popolare dei boschi e dell’entroterra di Jequié. L’Assessore ha continuato affermando che gli italiani scelsero Jequié come luogo dove vivere perché lo vedevano come una regione geograficamente ben posizionata, al margine della foresta e della foce del sertão, con una ricca biodiversità formata dalla Foresta Atlantica, dalla Catinga e dalla Foresta Cipó e nello stesso tempo una ottima area commerciale, in quanto punto di incontro fra mandriani, mulattieri e venditori ambulanti.
Sono tanti gli appuntamenti in programma anche con l’avvicinarsi ai “Giorni di Felisquié” dedicati agli artisti ma anche ai giovani, agli studenti, agli emigranti, ai figli e nipoti di quelli che furono i pionieri italiani. Non mancherà un appuntamento anche in Italia. Felisquié internazionale ed itinerante si sposterà fuori dai confini nazionali Brasiliani ed approderà a Firenze, capitale mondiale dell’arte, città che ha dato i natali a poeti famosi e ad eccellenti artisti, pittori e scultori. In settembre l’Assessore Domingos Ailton sarà a Firenze, dove, insieme Carmine Marotta, storiografo dell’emigrazione Italiana in Brasile, nipote di Carlos Marotta, pioniere in Jequiè nel 1885, terrà una conferenza sull’integrazione degli italiani in Brasile perché nel nordeste Brasiliano arrivarono non solo i lucani ma anche tanti toscani, dalla Lucchesia e dalla Garfagnana.
Appuntamento quindi a settembre a Firenze ed ad ottobre a Jequiè per rivivere, grazie agli scrittori ed ai poeti presenti, le medesime emozioni che probabilmente molti emigranti provarono arrivando sulle coste brasiliane a bordo dei “Vapori“ che partivano stracolmi di persone e di speranze da Napoli e da Genova.
Foto fornite da Domingos Ailton