E’ un segnale forte quello dato dal governo sul Sud. Non solo perchè per la prima volta esce un provvedimento che mette insieme sulla stessa linea di azione le risorse nazionali con quelle regionali, dando robustezza finanziaria alle scelte di priorità, ma sopratutto perchè sceglie la linea dell’impresa giovane, del vantaggio a creare imprese nel mezzogiorno , della creazione di elementi di attrattività dell’economia. La riduzione della fiscalità attraverso il credito d’imposta alle imprese è un fatto che non può lasciare indifferente le imprese, soprautto quelle di medie e grandi riduzioni che possono usufruire di un ulteriore credito di imposta fino al 45 per cento per l’acquisto dei macchinari. E questo dei macchinari è stata sempre una scelta vincente perchè chi vuole veramente fare imprese , la storia lo dimostra, non parte dai capannoni o dalle strutture fisiche, ma dai macchinari che servono per la produzione. E questi incentivi si aggiungono già a quelli predisposti sulla stessa linea al
Governo e dalla Regione per cui chi vuole fare impresa seriamente trova le condizioni ideali. Molte sono le reazioni positive in tutte le Regioni. Pittella in basilicata dice che Il decreto lascia ben sperare per il futuro di tanti giovani lucani perché si innesta con coerenza con le politiche nazionali del Governo Gentiloni e con le specifiche politiche regionali evitando duplicati e massimizzando gli investimenti per la occupazione e per le imprese.Ricordo, infatti, che sono tre i capitoli principali del provvedimento. Il primo, chiamato “Resto al Sud”, mette a disposizione incentivi economici per singoli progetti d’impresa. Il secondo introduce e regolamenta le Zone economiche speciali che porteranno benefici fiscali e semplificazioni burocratiche. Le Zes saranno individuate e proposte dalle Regioni e noi faremo anche in questo caso la nostra parte. Il terzo capitolo riguarda la accelerazione degli investimenti pubblici e privati. Sono convinto – conclude Pittella – che l’azione del Governo con il decreto Mezzogiorno e l’azione della Regione Basilicata, con le numerose misure che si stanno mettendo in campo, potranno rappresentare una risposta concreta al bisogno di lavoro dei cittadini e alla domanda di sviluppo economico delle nostre comunità.Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri «si innesta sull’impianto che il Governo Gentiloni, in continuità con il Governo Renzi, si è dato per sostenere la ripresa che ha cominciato a manifestarsi dal 2015 nel Mezzogiorno e che ha bisogno di accelerare e di consolidarsi». Lo dice il ministro per la Coesione e il Sud, Claudio De Vincenti che, intervistato dal Sole 24 Ore, ne illustra le principali misure. In primo luogo quelle rivolte «ai giovani meridionali affinché chi ha idee per mettere su attività d’impresa lo possa fare anche se non dispone di mezzi propri, redditi, terre o beni suoi o della sua famiglia», come ‘Resto al Sud’, che assegna una dotazione per un progetto d’impresa di 40mila euro, di cui il 35% a fondo perduto: «Vi abbiamo dedicato 1 miliardo e 300 milioni che nell’arco da qui al 2020 possono sostenere 100.000 nuove iniziative». Inoltre, con le ‘Zone economiche specialì arriveranno benefici fiscali. «Finora – spiega il ministro – abbiamo ricevuto due proposte, quella di Gioia Tauro da parte della Regione Calabria e quella di Napoli-Salerno da parte della Campania: sono due proposte di grande interesse e positività», «il credito di imposta esistente per il Sud viene prolungato e il plafond che oggi è di 15 milioni è ampliato a 50. Le Regioni, poi, potranno prevedere ulteriori incentivi». Il terzo capitolo riguarda le semplificazioni per gli investimenti pubblici e privati. Insomma un pacchetto che sembra andare nella giusta direzione. A patto però che venga accompagnato da un urgente sblocco degli investimenti infrastrutturali, i quali, solalente, possono dare l’avvio ad un motore di sviluppo e lavoro che è inceppato da troppi anni.