E ADESSO LIBERIAMOCI DELL’INGLESE

0

RAFFAELE AMBROSIO

 Liberiamoci dell’inglese: lingua della non-cultura.
Il nostro continente è in balìa di crisi economico-sociali: strumento perfetto utile alla distruzione delle civiltà.
Qual è una delle pratiche criminali poste in essere dai soldati della globalizzazione e del grande capitale finanziario?
L’imposizione dell’inglese come lingua internazionale.
Eppure, nessuno mai, si è posto il quesito:”come mai proprio l’inglese?”
Frequenti risposte sono “è facile”, “è utile”, “ti serve”.
Proseguendo in ordine, la lingua inglese è stata imposta, non perchè semplice da studiare nei suoi caratteri grammaticali, bensí perchè cianciata dal paese, oggi, egemone: gli Stati Uniti d’America. Paese che prima destabilizza gli ordini degli stati definiti “non allineati”, andando alla ricerca del nuovo “dittatore sanguinario”, per poi improntare il suo modello economico, politico, sociale e finanziario.
Il cittadino semplice abbraccia l’inglese come simbolo della teologia del progresso economico-scientifico che pone, come fine, la ricerca dell’utile.
Quel progresso che, in particolar modo nell’età contemporanea, ha dimostrato essere fonte di regressione totale del pensiero: omologato, unico, mai originale.
Bisognerebbe spiegare a questi atomi omologati, elogiati dalle masse ubriache di pensiero unico, che le lingue non tendono all’utile.
La lingua non è strumento, non è mero mezzo di comunicazione.
Dietro quel velo di Maya che è la lingua si cela la storia di un popolo con la sua identità.
Il grande capitale finanziario ha intenzione di spolpare l’Europa ed i paesi mediorentali dei loro costumi con il fine di uniformarli sotto l’egida della lingua dell’economia.
All’interno dei nostri vocabolari si sono imposti in modo capillare veri e propri prestiti di lusso che, come un cancro, sostituiscono i termini delle nostre magnifiche lingue, logorandole fino al collasso.
Bisogna opporsi ala sostituzione delle lingue e all’imposizione dell’ “unico modello possibile” di lingua; opporsi alla lingua balbettata dal paese egemone, ponendo in essere lo studio, la valorizzazione e la rifunzionalizzazione del nostro patrimonio linguistico.
Noi Europei, figli di Roma e di Atene, di Enea e Aiace, di Cicerone e Platone abbiamo il dovere di riprendere e conservare ciò che ci rappresenta facendo sì che il fuoco della tradizione non si spenga mai.
Imbastardire le lingue non è sinonimo di conservazione culturale, bensí di barbara distruzione intellettuale.
Condividi

Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento