37 ANNI DAL SISMA: ESITI E PROPOSTE

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PIETRO SIMONETTI

In Basilicata, dopo il 1980, furono investiti oltre settemila miliardi di vecchie lire, 6000 per la ricostruzione e infrastrutture  e circa 1000 per il finanziamento delle aziende industriali anche danneggiate.

L’attuale occupazione nelle aree terremotate lucane è di 1.700 lavoratori diretti e circa 1000 indiretti contro una previsione di 6000 ,indiretti compresi, di posti di lavoro finanziati .Delle 107 aziende finanziate ne rimangono una cinquantina.

Ricordiamo che alcune aziende, tra quelle fallite o che non hanno mai aperto (circa 30), sono state riassegnate oppure occupate abusivamente o fittate dai curatori fallimentari, con scarse  attivita’ produttive o occupazionali.

Nel 2017 in Basilicata ci sono circa 100 capannoni, o strutture similari, di cui una ventina finanziati da Legge 219/81 ed i restanti con le leggi 488/92 e  64/74, non utilizzatI e preda dei ladri di rame e di impiantistica.

Scorrendo l’elenco delle aziende. emergono situazioni di spreco e di scarsissimo utilizzo. Sono i casi della ex Abl di Balvano, 17.000 mq, ora 0 dipendenti, oppure della ex Ets di tito ,che occupava 250 lavoratori, ora qualche decina ,oppure la Sinoro mai entrata in produzione .

Molte aziende sono, da anni, in  gestione fallimentare o sono state svuotate degli impianti che sono tornati alle aziende produttrici in Italia o vendute all’estero: Standartela ,Ets, Etm,Abl,Parmalat, e tante altre. Si  tratta di un enorme patrimonio di immobili e infrastrutture di un valore stimabile di almeno  200 milioni.

Anche la riassegnazione di suoli e strutture e’ fallita,  assieme ai bandi di reindustrializzazione. L’ultima legge approvata per il risanamento dei consorzi industriali e’ completamente disapplicata: nemmeno uno stabilimento è stato riutilizzato  con le nuove norme mentre l’indebitamento dei consorzi viaggia attorno ai 100 milioni. L’Asi di Potenza è pronto per il terzo commissariamento di fila.

La valutazione sugli esiti delle politiche industriali del post-terremoto e del periodo successivo comporta l’analisi di uno scenario che vede l’industria manifatturiera italiana, in particolare quella del Mezzogiorno,  in una fase di  ristrutturazione di processo e di  prodotto anche in relazione all’ iper ammortamento previsto dalle normative sull’industria 4.0. Attualmente la Basilicata ha il piu’ alto tasso  manifatturiero nel Mezzogiorno.   

In questo scenario, si colloca il processo di ristrutturazione del settore automobilistico, dalla ideazione alla vendita. In Italia circa 1.400.000 persone lavorano nel comparto automobilistico e una parte degli occupati in questo segmento,componentistica compresa, sono allocati in Basilicata e Campania. La ristrutturazione del sito di  Melfi ha prevalentemente sostenuto l’aumento del  Pil lucano negli ultimi due anni ,con un calo negli ultimi mesi. Alcune delle aziende finanziate  con i fondi del post terremoto,come la Ferrero, la Barila e altre mantengono posizioni di rilievo nelle attivita’ manifatturiere lucane.

La proposta di riutilizzo dei capannoni del dopo sisma e del successivo trentennio, rimane di assoluta attualita’ anche in relazione alle ristrutturazione degli apparati produttivi e del rientro di talune produzioni dall’estero. Occorre elaborare un progetto che ridia senso alla programmazione industriale ma soprattutto ridefinisca il ruolo dei consorzi industriali con un solo Ente guidato da persone competenti di livello internazionale con adeguate strumentazioni e politiche capaci di attrarre investimenti, anche esteri.

La situazione economica attuale determina, soprattutto nelle aree interne dell’arco appenninico, che corrispondono in parte alle aree terremotate, una gravissima crisi demografica che, se non affrontata, diventerà la causa prima dell’impossibilità di risolvere la questione della creazione del reddito ,dell’occupazione e del mantenimento dei servizi.

Mentre nelle altre aree italiane, in particolare del centro-nord, la caduta demografica , la mobilita’  sono compensate dai flussi migratori in entrata, anche con il contributo di una quota di giovani provenienti dal Mezzogiorno, nelle zone interne i flussi migratori dall’estero sono di passaggio e sostanzialmente legati per un terzo ai lavori di cura degli assistenti domestici.

In Basilicata, su 44.000 lavoratori migranti occupati nel 2017 nei diversi comparti, la quota delle assistenti domiciliari corrisponde quasi al 40% del totale di forza lavoro.

Tale situazione reclama con forza un piano di ripopolamento, anche per riutilizzare le case sfitte dei centri storici dei piccoli comuni ,in particolare quelli ricostruiti bene con i fondi della legge 219.

Occorre creare un una agenzia di scopo che gestisca l’organizzazione dei flussi di mobilita’ in entrata.

In questo momento in Italia ci sono oltre 200 mila profughi richiedenti asilo, in Basilicata sono ospitati circa 3000 persone . Circa 23.000 stranieri sono residenti, 2800 bambini e giovani sono inclusi nel sistema scolastico. Bisognerebbe lavorare anche per il rientro dei giovani lucani che studiano in Italia e all’estero.

La centralizzazione dell’intervento, attraverso la mano pubblica, le associazioni e le parti sociali diventa essenziale per l’attuazione di un tale progetto che dovrebbe anche provvedere alla formazione professionale e misure per il riutilizzo, la manutenzione delle case sfitte .

In Basilicata ci sono circa  4000 lavoratori espulsi del sistema produttivo , attualmente in cassa integrazione oppure inseriti nella platea del reddito di inserimento .

  Circa 6.000 lavoratori utilizzano i fondi regionali e quelli del petrolio per le attività di forestazione e manutenzione ambientale.

Solo in questi segmenti  abbiamo quindi oltre 8000 lavoratori che, a fronte di una proposta di riuso dei siti manifatturieri inutilizzati, una diversa ed efficace manutenzione e la salvaguardia ambientale, le attività di ricerca e di sviluppo, la qualificazione del sistema formativo e scolastico possono, insieme ai disoccupati, ai neo-laureati e ai diplomati, ai migranti, diventare il motore per sostenere  una piattaforma programmatica per un modello di sviluppo diverso. Il quadro di riferimento finanziario sono il programma operativo regionale 2013-20 ,il bilancio regionale e gli stanziamenti statali .

L’architrave di un simile progetto, che ha bisogno del piano di ripopolamento, si fonda sui cicli agro-alimentari e turistici, su quello manifatturiero , dell’energia e della tutela del territorio.

L’industria pulita dei polimeri solidi e liquidi ,che sostiene  l’industria estera che quella italiana nella componentistica auto, nel ciclo della plastica, nella sanità e nella farmaceutica e’ una prospettiva importante.

Strategica può essere la ricerca e l’utilizzo dell’idrogeno. Quindi un vero e proprio distretto per la lavorazione polimeri e delle nuove energie.

L’utilizzo dei polimeri nelle nostre aree potrebbe cambiare il paesaggio produttivo e occupazionale trattandosi di attivita’ non inquinanti. Una serie di attività a valle che potrebbe essere in grado di rifornire i distretti industriali d’Italia di prodotti realizzati in Basilicata.

Accanto, in stretta connessione a tale ipotesi, avanza con forza l’uso della risorsa idrica, delle energie alternative.

Un ruolo particolare potrà svolgere la riconversione del sistema formativo e scolastico, non solo sul piano occupazionale, ma anche  la riforma della pubblica amministrazione, della gestione delle aree di disagio e delle poverta’, l’ innovazione nell’organizzazione del lavoro, anche a livello di processo e di prodotto, inclusi il comparto artigianale e dei prodotti tipici e degli antichi mestieri, quindi nuove pratiche formative a partire da una più accorta formazione continua.

Il tema della logistica e della mobilità non  potra’ essere affrontata secondo i canoni delle politiche della Cassa del Mezzogiorno. Diventa essenziale, nelle aree interne, la manutenzione stradale, urbana e abitativa .

La rivendicazione di opere pubbliche faraoniche, di assi stradali frequentati da pochi, di aree artigianali senza artigiani, di aeroporti senza aerei e così via, deve lasciare il passo all’aggregazione dei servizi comunali e alla loro gestione, al rafforzamento del trasporto pubblico con il nuovo piano in gestazione

La priorita’ strategica di questa progettualità non può che essere rappresentata dal superamento del digital divide per l’accesso veloce alla rete

 E’ possibile a 37 anni dal sisma  utilizzare le risorse del passato,valutare i risultati positivi e negativi ,preparando  il futuro. 

Per fare questo occorre superare la lotta fratricida senza quartiere in corso nell’ambito dei gruppi dirigenti a tutti i livelli.

Scriveva un grande filosofo,”il nichilismo e’ il piu’ inquietante fra tutti gli ospiti, perche cio’ che esso vuole e’ lo spaesamento come tale . Per questo non serve a niente metterlo alla porta, gia’ da tempo esso si aggira per la casa e nei palazzi . Cio’ che occorre e’ accorgersi di questo ospite e guardalo bene in faccia”

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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