“SUD IN TESTA” CON SALVINI: L’OSSIMORO PERFETTO

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valerio lottino

A fine dicembre a Potenza, capoluogo di regione di una delle più meridionali regioni d’Italia, è nata un nuova sinergia politica: “Sud in testa” con Salvini. Fautori della nascita di questo nuovo “network” sono Pasquale Pepe e Francesco Genzano, rispettivamente sindaco di Tolve e di Cancellara, Francesco Fanelli , vice presidente del consiglio comunale del capoluogo lucano, Mario Guarente, consigliere anch’egli del comune di Potenza, Ivan Di Biase, consigliere comunale di Atella,  e Mirco Evangelista, consigliere comunale di Oppido Lucano. A supportare i quattro politici lucani vi è anche il consigliere regionale pugliese Andrea Caroppo, già da diverso tempo forte sostenitore del lumbard Salvini.

Politica, a Potenza conferenza stampa di Sud in testa. foto di ansa.it

Vedere nello stesso slogan Sud e Salvini, oltre ad essere uno dei più chiari esempi di ossimoro presenti nella lingua italiana, appare molto bizzarro. Chi ha memoria non farà fatica a ricordare le gesta di Salvini in una delle sue molteplici sagre presenziate in questi anni, quando canticchiava in maniera convinta un famoso coro da stadio contro i napoletani (con tanto di video). Non serve neanche una memoria di elefante per ricordarsi dei suoi molteplici attacchi contro la fantomatica nullafacenza meridionale, la mafia esportata nelle “pulite” città settentrionali o i comizi in cui gridava passionalmente slogan quali “prima il Nord“. Le domande allora sorgono spontanee: come fa un partito, un movimento, un’aggregazione di amministratori locali a chiamarsi “Sud in testa” e a sostenere contemporaneamente il più antimeridionalista dei politici? Cosa può dare Salvini ad un territorio già di per sé martoriato dalla disoccupazione, dalla mala gestione della cosa pubblica e dall’inefficienza dei servizi? E’ davvero Salvini la persona adatta da cui partire per rilanciare il Sud e la nostra regione?

 

Le risposte a tutte queste domande dovrebbero essere scontate, ma evidentemente per chi lo sostiene non lo sono. Abbastanza ridicole sono anche le scuse alla vigilia del lancio della Lega nazionale (ah sì, ora vuole cancellare il termine Nord dal nome del partito) in cui il leader del Carroccio afferma: “Sui meridionali ho sbagliato: li conoscevo poco” ritornando poi sui suoi passi: ” […] ma lì c’è anche tanta energia positiva, gente che vuole solo lavorare in pace. E ne ha piene le scatole di falsi invalidi, forestali inutili e pizzo alla camorra“: insomma la battaglia dei luoghi comuni. Nei suoi deliri avesse anche una volta solamente nominato le centinaia di migliaia di meridionali che vivono e lavorano nelle città settentrionali, aiutando in modo costante la crescita delle stesse. Sarà per la scarsezza di argomenti o per la pochezza dei contenuti ma chi è nato da Roma in giù, per lui, è e sarà sempre quello che paga il pizzo e incassa ingiustamente la pensione d’invalidità. Da quanto detto finora il ruspante Salvini dovrebbe far fatica ad essere accolto ed ospitato nel difficoltoso ma splendido Mezzogiorno. In Basilicata invece lo si riconosce come proprio mentore: è proprio vero che le controversie nella nostra regione non finiscono mai.

 

 

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Sull' Autore

Nato a Potenza il 23 Agosto del 1988, vivo ormai lontano dalla mia città natia da diversi anni. Nel 2011, dopo aver conseguito la laurea triennale in Economia Aziendale, mi trasferisco a Milano per completare gli studi presso l'università di Milano – Bicocca. Qui conseguo la laurea magistrale in Scienze dell'Economia con una tesi sull'analisi del PIL come indicatore quantitativo (e non qualitativo) dell'economia di una nazione. Bancario dal 2014 prima a Milano, poi a Padova e Bologna, città in cui attualmente vivo. Da sempre appassionato di calcio, nella tarda estate del 2006 corono il sogno di esordire con la maglia rossoblu in un Potenza – Nocerina: da lì seguiranno diverse esperienze calcistiche nei campionati di serie D ed Eccellenza. Seguo con interesse le vicende di politica nazionale e locale e amo profondamente la mia terra.

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