PEPPINO SABIA E LA GENERAZIONE INVICTA,UNA GRANDE STORIA DI POTENZA

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Non so perché, ma c’è, in me, un meccanismo mentale che mi scoraggia a guardare indietro, che siano state cose o storie brutte o belle, gioie o dolori. Come uno di quei cavalli ai quali mettono dei paraocchi laterali per impedirgli di perdere il ritmo e di distrarsi. Oggi vedendo su Facebook delle foto che riguardano anche il mio passato sportivo, mi è venuto un tuffo al cuore, prima perché ho visto persone che non ci sono più, Di Camillo, Mancusi  ma soprattutto perché ho rivisto, il mio Presidente il mio amico, Peppino Sabia, il mio vero compagno di sport e maestro di vita. Lui è in credito con questa città, per quello che ha saputo dare in silenzio e con la testardaggine di un aviglianese: ha portato allo sport migliaia di giovani, con  il calcio, con l’atletica, con la pallacanestro.  Era il nostro mito, il nostro esempio; la “sede” era il nostro riferimento serale, qualche bigliardino e una partita a carte tra una riunione e l’altra nella quale si incominciava a parlare della partita domenicale e  delle semplici tattiche (che , allora,non andavano al di là del come attaccare e come difendersi), e , dieci minuti dopo, si parlava di dove andare a fare benzina ( a debito), di  quali macchine farsi prestare, di chi era ancora senza scarpe da gioco e via per due ore di preparativi. Poi però la squadra, che io allenavo solo dal punto di vista atletico, rispondeva ai sacrifici del presidente con prestazioni incredibili, giocatori di classe, un  rispetto ed una nomea che ci faceva da apripista in tutti i paesi, delle battaglie in campo che erano epiche. E, passando alla squadra di atletica, anch’essa denominata Libertas Invicta , la situazione era la stessa, grandi prestazioni sportive e grandi sacrifici nel trovare i soldi per le trasferte che, quelle sì, richiedevano il soggiorno in albergo e il pranzo a ristorante:  Roma con i giochi della gioventù, Como per le finali di corsa campestre, Pescara per i campionati di società. E mentre i ragazzi non stavano nella pelle per quelle gite che dovevano fare, io, per l’intera settimana,  vedevo Peppino Sabia arrabattarsi presso le banche o andare a chiedere al segretario di Colombo di fare qualche telefonata presso imprenditori per una sponsorizzazione, con Vincenzo Marchese che gli diceva inevitabilmente “ ancora tu?”.  E Nicola Bux forse può raccontare meglio di me la pallacanestro, le vicissitudine sportive e le giornate di gloria .Insomma  migliaia di giovani che la Invicta coltivava con sano amore per la gioventù , nello spirito di quell’associazionismo collaterale ai partiti che facevano  della Libertas, come dell’AICS  anche reclutatori di classe dirigente, come le parrocchie o come le sezioni. E quando nelle assemblee annuali, con la presenza delle autorità, Ministro in testa, mi toccava parlare a nome di tutti, era perchè lui, Peppino amava stare in ombra, uomo di fatti e non di parole.  Cose di allora, quando c’era da ricostruire una Italia e dovunque si mettevano in prima linea i migliori, per costruire anche quella partecipazione alla vita pubblica  dei giovani, che adesso si è perduta. Si, Peppino Sabia, è stato un grande costruttore di uomini, e la città dovrebbe ricordarlo come una delle figure migliori. Io lo porto nel cuore, e vorrei che qualcuno mi aiutasse a creare una associazione per ricordarne la figura, l’esempio, come segno di riconoscenza di una generazione che gli deve tantissimo. Nel frattempo una cosa si può fare. Ho aperto una pagina Facebook ” L’Invicta di Peppino Sabia, nella quale ognuno può portare il suo ricordo, non solo con le fotografie, ma con delle didascalie che ricordano  quegli eventi e sopratutto quei ragazzi e quella grande stagione il cui protagonista vero si chiama Peppino Sabia. Rocco Rosa

Tutte le foto sono tratte dai post di Tonino Margiotta e Eduardo De Stefano che ringrazio e che invito a fare da amministratori della pagina insieme a Nicola Bux e a chi vorrà farlo. i contributi alla pagina non debbono riguardare solo le foto ma anche i racconti, la descrizione di eventi e di fatti, le sensazioni ed i sentimenti provati in quella stagione umana e sportiva. Tra cinque giorni si potrà postare ogni cosa. .Figli e nipoti saranno sorpresi di vederci in panni diversi.rr

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Sull'Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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