Delle volte la foga ti porta più lontano di dove vorresti andare e ti mette nelle condizioni di essere equivocato. Io non critico chi vuole scendere in politica per cambiare, anzi gli dò il mio sincero benvenuto. Io non critico chi fa opposizione a questo o ad un altro sistema:gli dò il benvenuto perchè sò che porta avanti ansie e bisogni che ritiene non rappresentati o ignorati. Sui cinque stelle, ad esempio, ho sempre tenuto un atteggiamento di rispetto, perchè sono giovani e vanno dove intravedono un cambiamento. Un pò meno rispetto ho per i loro dirigenti, per i quali non mi è piaciuto questo modo di incassare i dividendi di un movimento sfornando società e impacchettando le cose come se la politica fosse un brand da lanciare e sfruttare. Detto questo è sinceramente benvenuto chi vuole cambiare le cose, a patto che scenda in campo sapendo la battaglia che uno deve giocare. Che è innanzitutto una battaglia di regole, volutamente ignorate, calpestate o violate,in un percorso di degrado di cui oggi vediamo l’emergenza ma non come si è andato sviluppando in questo ventennio, giorno dopo giorno e strappo dopo strappo. Come si fa a rinascere? Esattamente scordandosi l’idea che una presenza salvifica possa modificare tutto questo e portarci di peso nel mondo della democrazia ideale, ma testimoniando giorno dopo giorno quello che andrebbe fatto e denunciando quello che viene fatto in direzione contraria. Una presenza nell’opinione pubblica equilibrata, rigorosa, infaticabile e oggettiva, che faccia da punto di riferimento dei tanti che vorrebbero credere in una democrazia che evolve ,che migliora, che ripara i guasti, ma ancora non riescono a intravederla.