di ROCCO PESARINI
E’ iniziato da poco l’anno nuovo e, con esso, è iniziato il conto alla rovescia per Potenza 2019.
Si, avete capito bene: Potenza 2019.
Perché, come ben saprete ormai, il 2019 sarà un anno speciale non soltanto per i nostri cugini materani che festeggeranno la loro elezione a Capitale Europea della Cultura ma lo sarà anche per noi Potentini.

Saranno 900 anni dalla morte di San Gerardo La Porta.
Saranno 100 anni dalla fondazione del glorioso Potenza S.C.
E qualcuno (giustamente) evidenzia che saranno anche 100 anni dalla morte di Ruggiero Leoncavallo che, nella nostra città, soggiornò e compose parte della sua musica immortale.
Come si può ben capire, sarà quindi un anno importantissimo, fondamentale per la “potentinità”, per il senso di appartenenza, per la devozione, per la fede (religiosa da un lato, calcistica dall’altro), per la cultura e l’economia di questa città.
Premesso tutto questo, la domanda che urge porsi (direi porci ma poi qualcuno magari si offende) è: come si stanno preparando la città, la sua amministrazione comunale, il mondo associativo, artistico e culturale a festeggiare al meglio questa splendida, multipla ricorrenza?
La risposta che riesco a darvi è che, personalmente, non lo so.
Sicuramente la Curia celebrerà degnamente il Nono centenario della morte del nostro Santo Patrono.
Ci sono dei progetti quale, ad esempio, la proposta di una Fondazione per Potenza 2019 lanciata dal movimento civico We Love Potenza.
Ci sono e ci saranno sicuramente delle idee e dei progetti già in cantiere da parte di questa o di quella associazione, di questo circolo piuttosto che di quell’altro.
Sicuramente si faranno e si realizzeranno tante cose, begli eventi, splendide iniziative ma la domanda che mi pongo e che vi pongo è: la programmazione, la concertazione, la condivisione, il fare rete magari per studiare tutti insieme un progetto di Potenza 2019 che inglobi cultura, spettacolo, arte, religiosità, attività turistiche e produttive dove sta?
Non vi nascondo che sulla possibilità di fare rete nella nostra città son diventato molto scettic..
Manca ancora quel cambio di passo mentale che ci permetterebbe di riuscire a ideare, progettare e realizzare cose in un reale spirito di condivisione e reciprocità.
Ciò non toglie che la sfida di Potenza 2019 la trovo affascinante e degna di essere colta da un’intera comunità come occasione di unione e rilancio non solo d’immagine ma anche, e soprattutto, economico e di “governo del territorio” in una rinnovata visione su “cosa dovrebbe essere Potenza”.
E non nascondo che per “governare” questa sfida di Potenza 2019 trovo il ruolo dell’Amministrazione Comunale imprescindibile.
A partire dal Sindaco, passando per la Giunta fino ad arrivare a Commissioni e singoli consiglieri comunali, tutti devono farsi carico di questo ruolo guida nell’ideare e realizzare il progetto di Potenza 2019.
E non sto parlando di un semplice cartellone di eventi o iniziative.
Sto parlando di un progetto integrato che metta insieme i vari attori protagonisti, dalle associazioni agli artisti, dagli operatori culturali a quelli economici e turistici.
Certo il tempo è poco ed ogni giorno che passa davvero è un giorno in meno rispetto al fatidico 1° gennaio 2019.
Ecco perché urgerebbe (uso volutamente il condizionale) partire immediatamente con la consapevolezza che già siamo in ritardo.
Ed invece mi rimane, ad oggi, netta l’impressione che, ancora una volta, arriveremo a questo importante (ed unico) appuntamento in maniera frammentata, divisa, ognuno con il proprio seguito, magari addirittura contrapposti e e ci ritroveremo il 1° gennaio 2020 a farci la stessa, identica domanda che ci facemmo il 1° gennaio 2017 all’indomani del Capodanno Rai in Piazza Prefettura: e mo chi facemm’?