CAMBIANO I MUSICANTI…..E MANCA LO SPARTITO”

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L’errore che, in buona fede, molti fanno è pensare che  la politica abbia la capacità di autoriformarsi: non è mai avvenuto e non avverrà fin quando la regola sarà che chi comanda …fa le regole. Così, in tutti i partiti o quasi tutti, c’è un gioco di facce, una lotta tra persone, ma senza mettere in discussione le regole con le quali si combatte. Oggi c’è un vincitore, domani un altro, scende uno sale l’altro. Da anni persona avvedute, costituzionalisti, Giudici, Filosofi, opinionisti si sbracciano a sostenere che la prima regola da ripristinare è quella del partito come associazione riconosciuta dalla legge e come, tale portatore di diritti e di doveri per I soci”. L’art.49 della Costituzione dice che tutti I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Cioè una norma che è scritta con l’intento di non escludere nessuno dall’esercizio della politica in forma associate, ma che non disciplina il funzionamento del partito in quanto tale, lasciando al legislatore ordinario il compito di provvedervi. Cosa che nel passato è stata fatta dai singoli partiti, caduti i qualila prassi è andata praticamente in disuso sia perchè nel frattempo la politica si è costruita intorno a formazioni personalistiche ( Berlusconi , Salvini, Di Pietro)  sia per il lento depauperamento che le normne interne hanno registrato con un malinteso principio di maggioranza, come arbirtra di ogni decisione. La regole non scritta  che chi è al vertice deve essere capace di mediare per rappresentare tutto il partito è stata capovolta e declinata nel senso che chi non è d’accordo col vertice se ne può anche andare. Non parliamo poi del Movimento che non ha mai volute essere chiamato partito e I cui vertici oggi si spartiscono il brand come se fosse un marchio commercial. Anche qui le regole non ci sono e le parlamentarie hanno dimostrato che un clic da un computer non è uguale al clic di un altro computer. Quando poi ai candidati impongono anche l’obbligo della buonuscita in caso di cambio di casacca, allora c’è da mettersi le mani nei capelli per un rapport che diventa commerciale tra un movimento e uno che dovrebbe essere raprpesentante del popolos enza vincolo di mandato. Ecco perchè continuare a pensare che andandosene uno e venendo un altro le cose cambino , è una utopia romantica. La realtà è che una volta seduto la prospettiva cambia e le parole con cui si è chiamata la gente a combattere si ripongono in soffitta. Chi vuole cambiare e vuole essere credibile incominci a portare in questa campagna elettorale l’ìmpegno a fare le regole per tutti, e cioè una legge organica di riconoscimento dei partiti come strumenti obbligatori dell’azione politica, con norme vincolanti per l’esterno e per l’interno delle associazioni. Boldrini e Grasso, dove siete?  Finora non ho sentito un bisbiglio. Rocco Rosa 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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