Ci sono una serie di circostanze favorevoli che consentono all’Amministrazione comunale di porre un punto fermo al consumo di suolo per l’edilizia e di avviare una fase di vera e propria rigenerazione urbana, attraverso il recupero dei manufatti e soprattutto il consolidamento dell’edilizia “anziana”, quella che a Potenza supera i sessant’anni . Le circostanze sono date, a mio avviso, da un surplus di offerta di case in periferia e da un conseguente abbassam
ento dei prezzi che porta alle imprese minori profitti. In molte città si è visto che il recupero del patrimonio edilizio nei centri storici, migliora l’aspetto della città, non consuma suolo e porta maggiore profitto alle imprese, attraverso il valore aggiunto di una casa rimessa a nuovo in una zona di pregio della città. A margine del convegno “ dal consumo di suolo alla rigenerazione urbana”, tenuto dall’Università di Basilicata, abbiamo parlato con l’assessore all’edilizia ED alla pianificazione del Comune di Potenza, ing.Rocco Pergola, di come riqualificare il tessuto urbanistico del capoluogo.
–Un intervento apprezzato il suo, Assessore..
– grazie, ne sono contento perché il consesso era quanto di meglio si possa avere per questi temi ; si è trattato di un confronto alto che ha posto al centro le azioni, le misure e le proposte operative per una pianificazione sostenibile. E avere interlocutori come Las Casas e Murgante, significa necessariamente andare nel profondo di questi argomenti che hanno una valenza strategica per garantire una migliore gestione del nostro territorio, e innescare processi virtuosi di sviluppo.
– Si , ma a Potenza non credo si muova qualcosa
-Si sbaglia. E di molto. L’assessorato all’Urbanistica sta sostenendo con forza il tema della riduzione del consumo del suolo e della rigenerazione urbana, attraverso una serie di azioni che hanno portato all’attrazione di significativi investimenti per rigenerare spazi urbani degradati della nostra città, che potranno avere una nuova funzione urbana.
-Per esempio?

Potenza, il ponte Musmeci
– Mi riferisco alla rigenerazione urbana di Bucaletto, attraverso il finanziamento del Bando delle Periferie Degradata (18mln di euro per la realizzazione di 100 alloggi e servizi al quartiere di Bucaletto), al restauro e alla riqualificazione del Ponte Musmeci, alla realizzazione del Parco della Villa Romana di Malvaccaro, alla progettazione con la Provincia di Potenza di interventi di valorizzazione della Torre Guevara e della Villa del Prefetto ed infine al completamento della ricostruzione del Borgo di San Rocco. Per quanto riguarda il tema della riduzione del consumo del suolo, ritengo fondamentale che venga approvato al più presto il disegno di legge n.2383 presentato da quattro anni, approvato alla Camera ma fermo dal mese di maggio del 2017, presso la commissione del Senato.
– quindi tutto da rifare, in quanto. come Lei sa i disegni di legge decadono e debbono essere ripresentati
– Si, ma ormai il più è fatto, perché c’è la consapevolezza generale che l’utilizzo di suolo spropositato e l’assenza di una pianificazione calibrata ha prodotto una serie di criticità e di costi per gli enti pubblici. Negli ultimi 25 anni il consumo di suolo in Italia ha portato alla riduzione del 28% dei terreni coltivati con una perdita di 400 mln di euro annui, secondo le associazioni di categoria del mondo agricolo. Ulteriore perdita economica è rappresentata dai 2,5 miliardi di euro, che i comuni spendono per fronteggiare fenomeni di rischio idrogeologico (frane e alluvioni) , frutto dell’impermeabilizzazione del territorio, della modifica del regime idrogeologico e della concentrazione di flussi idrici. Infine abbiamo i costi di gestioni che gli enti locali devono sostenere per garantire servizi essenziali (illuminazione, trasporto pubblico, opere di urbanizzazione) ad agglomerati di abitazioni che si sono sviluppati nel tempo, lontano dall’ambito urbano e nella maggior parte dei casi attraverso fenomeni di abusivismo edilizio.
-Restiamo al nostro territorio, agli interventi che riguardano noi cittadini. Che cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi anni, quali interventi, quali priorità?
– I nostri centri storici e gli edifici più datati hanno bisogno di interventi di adeguamento sismico, per questo sono soddisfatto del confronto costruttivo tra Regione Basilicata, Comune di Potenza, ANCE, ABI BASILICATA, Ordini professionali, e Associazioni che ha analizzato la possibilità di costruire un pacchetto di azioni, partendo dall’opportunità del “sismabonus” e dell’ “ecobonus” per incentivare i diversi condomini ad intervenire sul patrimonio edilizio. Investire sull’edilizia innovativa e sostenibile per garantire la sicurezza, la riqualificazione e la rigenerazione sono i punti di forza su cui stiamo lavorando per una “nuova edilizia”, che possa garantire anche opportunità di lavoro per un settore che sta soffrendo, e che, con la collaborazione del mondo della ricerca e dell’università, può trovare soluzioni di ripresa.
Insomma, le idee ci sono . Mancano i soldi pubblici e sopratutto quelli privati. Quando si capirà che investire nel vecchio è più conveniente e più soddisfacente che continuare a dilaghare in periferia, con nuovo cemen to, sarà sempre troppo tardi… ROCCO ROSA