Come padre e come nonno mi interessa il futuro di questa regione, non di chi la governa o di chi la governerà. Credo nelle persone, ma più ancora credo nella forza delle idee, e credo soprattutto in quella saggezza popolare che è come la donna di una volta, parla poco ma quando parla è perché ha già deciso per tutti. Le analisi sul perché del voto stanno tracimando in una palude senza sbocco. Ormai il 4 marzo è lontano anni luce , e non è passato neanche un mese. C’è da guardare avanti, sia da parte di chi vuole cambiare, sia da parte di chi vuole restare. Però mentre i primi hanno diritto a provare e anche a sbagliare, i secondi, avendo già sbagliato, hanno il dovere di dimostrare di aver capito la lezione e di voler rimediare. Noto che alcune cose si stanno vedendo o rivedendo con occhi diversi: la mancanza di lavoro è messa tra le urgenze di questa regione con proposte che vogliono almeno attaccare il deficit occupazionale e con soluzioni aperte al contributo di tutti. Il precariato che, come ho detto nei giorni scorsi, quando non mette radici equivale ad una “disoccupazione rimborsata” ( cioè non dà quella sicurezza che mette in grado di fare famiglia, non dà formazione alla professionalità, non dà prospettive) è arrivato finalmente in consiglio regionale con proposte aperte e anche con un pizzico di umiltà da parte del governatore Pittella . Con il consorzio ASI si sta sperimentando una professionalità forte per fare pulizia di un passato che ha spremuto un bene di tutti come un limone, dando il succo a pochi e i bicchieri da lavare a molti. ( E c’è ancora qualche consigliere regionale, non pago di quello che è successo, che si lamenta perchè si vogliono aumentare i canoni dell’acqua e della depurazione a carico delle imrpese. Per lui sta bene che l’acqua il Consorzio la paghi a 19 cent.e la rivenda a 1 cent. con la differenza a carico del bilancio publico). Sulla Zes, candidando l’intero territorio regionale, si è opportunamente preservata la capacità decisionale di fare un programma autonomo come regione che fruisce del porto di Taranto. Sul reddito di inserimento sono state fatte da 15 anni le politiche giuste, con una comunicazione che non ha rimarcato a sufficienza il fatto che se non avessimo messo 50 milioni nel settore sociale saremmo veramente alla fame. Insomma ci sono segnali che fanno capire che, volendo, si può imprimere una accelerazione nella giusta direzione con politiche che potranno avere successo se solo fossero contornate da una generale cultura di governo che ci mette serietà, moralità, impegno e capacità di controllare i risultati. Vedere una classe dirigente che continua a litigare su posti e su incarichi, come se alle spalle non ci fosse stato un terremoto politico, è qualcosa che deprime. Posso capire che su queste cose si possa ancora litigare in privato, ma farlo in pubblico è segno che non c’è né senso dell’opportunità, né spirito autocritico. Serietà, merito, priorità, risultati. Parliamo di questo, a partire da oggi, giorno della Resurrezione. ROCCO ROSA
BUONA PASQUA (DI RIFLESSIONE E DI RESURREZIONE)
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