by ROCCO ROSA
L’incontro di oggi , a Bernalda e Policoro, con i cittadini del Metapontino è una novità che questo Governo regionale ha introdotto rispetto ai comportamenti dell’ultimo decennio e, allo stesso tempo, il ripristino, la riproposizione di un modo antico, ma non antiquato, di relazionarsi con i cittadini su temi generali riguardanti la crescita di un comprensorio. Dobbiamo tornare ai tempi di Bubbico per trovare la stessa sensibilità ad affrontare i temi della programmazione comprensoriale, che non siano quelli strettamente legati ad una emergenza settoriale ( alluvioni, ospedale di Tinchi, e via dicendo). L’augurio è che questo evento possa avere successo in modo tale da convincere il Governatore ad osare di più e a spingersi fino a riproporre l’assessorato alla programmazione regionale e a richiedere una cabina di regia meridionale per le opere infrastrutturali interregionali. La conoscenza dei programmi è essenziale sia per combattere il clima di crescente sfiducia che i cittadini hanno verso l’Istituzione regionale, colpevole, secondo l’opinione pubblica dominante, di rimanere passiva e impotente rispetto all’aggressione che multinazionali di vario genere( petrolio, rifiuti) hanno sinora fatto, sia per richiamare imprenditori e Istituzioni a cogliere l’occasione del nuovo sessennio di finanziamenti europei per acchiappare il vento favorevole allo sviluppo. Proprio questa voglia di fare impresa, magari coinvolgendo i settori del turismo e dell’agricoltura, in uno sforzo di ricambio generazionale deve essere prospettata come l’azione centrale delle nuove politiche, tutte intrecciate e connesse in modo da fare sistema. Oggi che con i soldi e un mercato tanto libero da essere anarchico e violento ci si può comprare anche un territorio , il solo modo per evitare che questo costituisca arricchimento per gli speculatori è fare sistema, mettere insieme le forze, affermare una specificità ed una qualità che diventano esse stesse valore aggiunto, esattamente come le Jeep di Melfi ha rappresentato un a scommessa vinta di un territorio legato alla qualità di un prodotto. Investire nell’innovazione, nella logistica, nella distribuzione, ma investire tutti insieme in modo da contrastare la speculazione, qualsiasi forma essa abbia, se delle grandi centrali cooperative o dei cinesi o dei conservieri italiani e stranieri. E il solo modo per incominciare è quello di chiudere certi distretti pubblici di filiera e affidarli ai privati con l’incentivazione dei consorzi . Sono dieci anni che più che pensare agli agricoltori, stiamo pensando ai pensionati regionali, cui dare ogni tanto il biglietto gratuito per qualche fiera o una sedia e una stanza per premiarli della fedeltà prestata.