PREGHIERA DEL LAVORATORE PRECARIO A S.ANTONIO

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Poi dicono che la Chiesa non è più avanti di politici e sindacalisti nel conoscere la realtà sociale del nostro Paese. Mi è capitato tra le mani un librettino edito dal Merssaggero di S.Antonio, in cui a pagina 42, mi sembra, ho trovato questa preghiera al  Santo di Padova in difesa dei lavoratori precari. E’ bella, commovente, ma sopratutto preziosa per la capacità di riportare il sentimento di insicurezza che questo tipo di rapporto di lavoro porta alla persona ed alla sua famiglia. Dice “ O Santo difensore dei poveri e aiuto dei deboli, guardo alla mia vita e vedo che gli anni passano. Non riesco a trovare un lavoro che mi dia sicurezza.Vorrei mettere sù famiglia , ma come pensare ad una casa.? Sono sempre più triste e frustrato perchè vedo inutile la fatica dei miei studi, vani tanti sacrifici. Per potere avere il poco che ho devo accettare ingiustizie, inghiottire bocconi amari, sopportare una precarietà di vita sempre più logorante. Io ti chiedo di intercedere per me presso Dio, Padre degli oppressi: ascolti la mia preghiera e mi conceda di non abbattermi e di non perdere la speranza, mi doni l’entusiasmo per cercare strade nuove , l’intraprendenza necessaria per percorrerle, il coraggio di ricominciare e l’orgoglio di dare sempre il meglio di me stesso.Ti chiedo, ancora: illumina chi dovrebbe fare leggi giuste, dona concetti saggi a chi ha il dovere di pensare al bene comune, rendi generosi i cuori dei datori di lavoro. Amen

Ecco, dopo i disabili, gli ammalatii, i poveri, gli afflitti entra nelle preghiere una nuova categoria: i precari. Forse in qualche confessionale qualcuno dovrebbe chiedere scusa di aver pensato a questo tipo di rapporto che annulla la dignità, agita i sonni , impedisce di guardare con fiducia al domani. Una visione corta di un mondo che corre senza regole e che gioca a creare nuove schiavitù. Poi ci si chiede il perchè di una sinistra che sta scomparendo dai Paesi più sviluppati. Semplicemente perchè non si è accorta di che cosa stava succedendo. Pensava ad altro. Giuseppe Digilio

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