STRADALISCIA AWARD

0

Le strade a Potenza sono ormai una surreale imitazione di quelle di Beirut (o altro conflitto mediorientale a piacere) sotto le bombe. Crepate, corrugate, sfondate, bucate, malamente rappezzate e quindi dopo poco più crepate corrugate sfondate di prima. Che fare?

PREMESSO CHE:

  • le strade a Potenza ricevono tutte la stessa quantità di pioggia, neve, gelo, tuoni fulmini e saette, e sopportano più o meno tutte la stessa quantità di traffico, periferia compresa;
  • anche asfaltare una strada, come qualunque altra opera dell’uomo, è una operazione meno banale di quello che potrebbe sembrare, se fatta a regola d’arte;
  • mi pare abbastanza ragionevole argomentare che se una strada diventa un tratturo bituminato ciò sia dovuta al fatto che i suddetti lavori NON sono stati fatti – appunto – a regola d’arte: che so, ne è stata omessa una fase importante, sono stati utilizzati materiali scadenti, non sono stati rispettati i tempi necessari, e via discorrendo;
  • provare, da parte della stazione appaltante, ovvero in questo caso l’amministrazione comunale,  a rivalersi sulle imprese che hanno fatto i lavori è operazione delicata, politicamente sconsigliabile, lunga e perigliosissima, e non giunge all’effetto desiderato dai cittadini, che NON è quello di far pagare a babbo morto una ammenda all’impresa, ma è quello di avere una strada percorribile senza sentirsi saltare le budella fino alle orecchie e senza rimetterci gomme, cerchioni, sospensioni, e altri pezzi assortiti di meccanica e carrozzeria della propria vetturetta;

TUTTO CIO’ PREMESSO

perchè non provare a invertire la politica, e invece di punire chi fa le cose male, provare a premiare chi le fa bene? Propongo l’istituzione di uno STRADALISCIA AWARD: un premio alle imprese che hanno asfaltato una strada la quale, pur dopo gelidi e nevosi inverni, tempeste di ghiaccio, assolate estati, piovosissimi autunni, passaggio di TIR bisarche furgoni e autovetture di ogni ordine e grado, sia ancora umanamente percorribile, non abbia voragini visibili, non sia corrugata come il mare in tempesta, non abbia apprezzabili cunette, dossi, fossi, toppe di asfalto saltate, lavori di scavo per posa di tubi dell’acqua, del gas, di cavi della corrente e del telefono malamente rattoppati, abbia tombini a livello, e chi più ha più ne metta.

Un premio all’opera fatta secondo coscienza, non fatta tanto per farla, usando i giusti materiali e i tempi necessari. Il premio potrebbe consistere in un viaggio per due persone di una settimana in Svizzera, a raffinare l’arte di asfaltare a mestiere, oppure in un appalto vinto a tavolino per rifare un’altra strada cittadina e umiliare la concorrenza. Il premio potrebbe sostanziarsi in una targa ricordo a forma di paracarro da usare come fermacarte, da consegnare al titolare dell’impresa vincente con una magnifica cerimonia all’aperto con la banda e bambine che spargono petali di fiori da cestini di vimini.

Dai, fatevi sotto con le candidature.

Comincio io. Dalla mappa risulta chiamarsi via Ionio, è la discesa che parte dal Serpentone e passando sotto le  Torrette arriva fino al distributore di benzina. Una strada liscia, piana, che riconcilia col mondo e la città, soprattutto se confrontata con il pezzo di via Verrastro – immediatamente successivo – che passa sotto gli uffici regionali, e che mi meraviglio non abbia ancora causato misteriose sparizioni per inghiottimento fra gli ex colleghi o gli utenti. Provare per credere. Allego mappa chiarificatrice:

Adesso scrivo al Sindaco, intanto preparo il paracarro fermacarte.

Condividi

Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

Lascia un Commento