NEL PD ANCORA SI MENANO

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Più passano i giorni più emerge l’immagine di un centrosinistra che è rimasto paralizzato dal voto del 4 marzo e che non ha ancora la forza di rialzarsi. Si aspetta un miracolo che non arriva perché anche lì dove li fanno vige il motto “aiutaTI, CHE Dio ti aiuta. A Roma il PD è incapace di decidere la strada da prendere:  si rimanda ad un congresso che non si sa se e quando si terrà, e l’impressione è che più che ad attaccare ci si prepara a difendere le posizioni  personali in un partito che ormai conta poco o niente. Non c’è né l’idea di che fare, né lo spirito per farlo , né il coraggio di ciascuno di andarsene per la propria strada. E’ evidente che la questione centrale resta il tipo di aggregazione da proporre: una formazione neocentrista moderata che si ponga come alternativa a quella che viene considerata un Governo di destra estrema, oppure una formazione riformista di sinistra che recuperi il campo nel quale ha storicamente militato, sapendo di aver pagato l’incoerenza e le contraddizioni tra un modo di governare e un modo di rappresentare quella parte di società. Ritornano insomma  come premessa per ripartire, lo scioglimento dei nodi che hanno portato sin qui alla sconfitta: il partito del jobs act, della modernità, che accetta gli strumenti per competere in una logica mondiale, facendo come e meglio di quelle società in cui questi strumenti hanno dimostrato di funzionare, oppure il partito a difesa dei più deboli, dell’uguaglianza sociale, della redistribuzione del reddito, della progressività delle imposte, del lavoro stabile . Il bello è che sono entrambe ricette valide, ma che abbisognavano di essere adattate con lungimiranza alla situazione italiana , uscendo dalle posizioni di principio e ognuno sforzandosi di trovare il migliore adattamento. Invece ne hanno fatto motivo permanente di lotta interna e spesso sono state bandiere agitate ad arte, non pensando a come risolvere il problema ,ma a come sfruttarlo mediaticamente, così che la gente ha capito che questi pensavano solo a se stessi ed ha cambiato negozio.  Se non c’è questa capacità di reazione, questo coraggio dell’onestà, è meglio allora che ognuno trovi la determinazione necessaria a riprendere il proprio cammino , lì dove lo porta il cuore . Non è scandaloso se Renzi chiede ad un Pd di partecipare ad una piattaforma di centro moderato, che inglobi quella parte lasciata a terra da Salvini, né che Emiliano continui a dirsi convinto che un dialogo con i cinquestelle avrebbe portato ad un contratto di sinistra . E’ scandaloso che si voglia restare con queste posizioni , aspettando e sperando che qualcuno sbatta la porta per uscirsene. La Dc riusciva a mediare queste posizioni tra la destra fanfaniana e la sinistra di Donat Cattin semplicemente attenendosi alle regole: la mozione che vince diventa di tutti, fino al prossimo congresso. Era un modo per onorare la democrazia . Per fare un miracolo di questo genere ci vorrebbe uno statuto di coalizione, che sancisca il meccanismo decisionale e le regole di c omportamento. Della serie prima di edificare, pensiamo a fare le fondamenta di una nuova stagione di impegno politico e di difesa della democrazia. rocco rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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