L’Unione europea (Ue) fa un nuovo passo in avanti verso l’economia decarbonizzata (o low carbon): il gruppo di negoziazione composto da europarlamentari e rappresentanti degli Stati membri ha raggiunto un accordo utile ad alzare l’asticella delle fonti rinnovabili dal 27 per cento, precedentemente stabilito, al 32 per cento entro il 2030. Un obiettivo che sarà possibile rinegoziare già nel 2023 e sempre in ottica di un più rapido passaggio ad un’economia basata sull’energia pulita. Un traguardo fondamentale per la crescita economica, quanto per la qualità della vita dei cittadini.
Essere competitivi significa oggi investire in tecnologie green, in soluzioni che siano in grado di accelerare la migrazione ad un’economia senza più combustibili fossili, che guardi al futuro e non più al passato. La “Direttiva sulle rinnovabili” stabilisce così nuove misure “concrete ed efficaci”, spiegano da Bruxelles: agli Stati membri sarà consentito di stabilire le modalità, gli strumenti e le soluzioni più utili al raggiungimento degli obiettivi, mentre spetta alla Direttiva indicare la parte relativa alla normativa, i meccanismi di incentivazione e gli standard. L’accordo, ovviamente, dovrà essere approvato ufficialmente nei prossimi giorni dal Consiglio e dal Parlamento europeo. È una buona notizia anche per i cittadini, dato che per la prima volta questi vengono messi a partecipare alla rivoluzione energetica in corso nell’ottica dellabbattimento delle emissioni. Finalmente – spiega il ministro Costa – i cittadini europei potranno diventare produttori di energia e questo cambierà il modello produttivo energetico, che sta già subendo dei progressi nella direzione della produzione delle energie pulite, come dimostrano i dati divulgati proprio oggi dallosservatorio Fer, che vedono un incremento del 4% delle nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico nelle regioni italiane. Un incremento che ci impegniamo a portare avanti, rafforzando la filiera e provando a colmare le lacune degli ultimi anni per consentire alle imprese italiane di svolgere un ruolo più rilevante nella competizione internazionale con oluzioni tecnologiche innovative. Inoltre conclude il ministro Costa – grazie alla nuova direttiva europea, cambierà anche il paesaggio ambientale delle nostre città, nelle quali si vedranno sempre più pannelli fotovoltaici per lautoconsumo. E ci saranno indiscutibili vantaggi per le cooperative energetiche, poiché sarà più semplice realizzare i progetti legati alle rinnovabili.
Essere competitivi significa oggi investire in tecnologie green, in soluzioni che siano in grado di accelerare la migrazione ad un’economia senza più combustibili fossili, che guardi al futuro e non più al passato. La “Direttiva sulle rinnovabili” stabilisce così nuove misure “concrete ed efficaci”, spiegano da Bruxelles: agli Stati membri sarà consentito di stabilire le modalità, gli strumenti e le soluzioni più utili al raggiungimento degli obiettivi, mentre spetta alla Direttiva indicare la parte relativa alla normativa, i meccanismi di incentivazione e gli standard. L’accordo, ovviamente, dovrà essere approvato ufficialmente nei prossimi giorni dal Consiglio e dal Parlamento europeo. È una buona notizia anche per i cittadini, dato che per la prima volta questi vengono messi a partecipare alla rivoluzione energetica in corso nell’ottica dellabbattimento delle emissioni. Finalmente – spiega il ministro Costa – i cittadini europei potranno diventare produttori di energia e questo cambierà il modello produttivo energetico, che sta già subendo dei progressi nella direzione della produzione delle energie pulite, come dimostrano i dati divulgati proprio oggi dallosservatorio Fer, che vedono un incremento del 4% delle nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico nelle regioni italiane. Un incremento che ci impegniamo a portare avanti, rafforzando la filiera e provando a colmare le lacune degli ultimi anni per consentire alle imprese italiane di svolgere un ruolo più rilevante nella competizione internazionale con oluzioni tecnologiche innovative. Inoltre conclude il ministro Costa – grazie alla nuova direttiva europea, cambierà anche il paesaggio ambientale delle nostre città, nelle quali si vedranno sempre più pannelli fotovoltaici per lautoconsumo. E ci saranno indiscutibili vantaggi per le cooperative energetiche, poiché sarà più semplice realizzare i progetti legati alle rinnovabili.