by ANTONIO NICASTRO
In una città come Potenza, urbanisticamente complicata, il traffico è sempre stato un problema. Se si tiene conto che il capoluogo di regione ha uno dei più alti rapporti fra abitanti e automobili e che in città convergono quotidianamente tanti pendolari che utilizzano l’auto si capisce che, in certi momenti, ci possono essere code e incolonnamenti soprattutto agli incroci.
In passato si è tentato di regolamentare il traffico agli incroci con l’adozione di impianti semaforici ma si è constatato che in alcuni casi, invece di regolamentare, si incasinava ancora di più la circolazione. Qualcuno ricorderà cosa succedeva quando funzionavano i semafori a piazza 18 agosto: terribili ingorghi per tutto il centro storico causati dagli incolonnamenti quando scattava il rosso a Corso Umberto o a Corso 18 agosto, stessa cosa accadeva all’incrocio fra viale Dante e via Vaccaro e negli altri incroci. Un sacco di soldi buttati e il Comune costretto prima a spegnere i semafori e ,poi, a toglierli del tutto.
Col tempo anche Potenza ha adottato la soluzione che prevede la costruzione di rotatorie e pare che molti problemi siano stati risolti.
Le rotatorie, altrimenti dette rotonde o rondò, sono una intersezione a raso, soluzione che è stata adottata nel secolo scorso in Francia ed in Inghilterra e poi esportata in tutto il mondo; essa assolve al compito di snellire e moderare il traffico, con notevoli benefici in termini di sicurezza, essendo stato accertato che, negli incroci dove sono state messe, si è avuta una diminuzione degli incidenti pari al 50%. Da non trascurare, infine, che la rotatoria permette anche la semplice inversione del senso di marcia.
C’è da dire che il transito nelle rotatorie non è esplicitamente disciplinato dal Codice della Strada e non tutti gli automobilisti hanno metabolizzato la fruibilità che prevede una deroga nella disciplina della precedenza: nelle rotatorie, al contrario di quanto avviene normalmente, chi si immette deve dare la precedenza a sinistra. E, purtroppo, capita ancora che chi si immette nella rotatoria non faccia caso al cartello che indica l’obbligo di dare la precedenza.
In tanti hanno polemizzato per la realizzazione delle rotatorie negli incroci a Potenza ma è evidente che il traffico ha tratto beneficio. Le ultime in ordine di tempo realizzate sono a piazza 18 agosto, nei pressi della trattoria 3 mari, alla fine di via Mazzini all’incrocio con via Cavour, via Angilla Vecchia e via Ciccotti, la maxi rotatoria all’inizio di via del Gallitello che regola la circolazione verso Dragonara e il nuovo quartiere sorto in via dei Molinari.
Queste nuove infrastrutture si vanno ad aggiungere alle altre presenti in città che sono cominciate a comparire una ventina d’anni fa, ricordiamo quella in viale Marconi nei pressi del seminario, in via Messina, all’incrocio fra via Roma e viale dell’Unicef, nella zona industriale sotto il Ponte Musmeci, in via delle Medaglie Olimpiche all’incrocio con via Giovanni XXIII. Il progetto del “nodo complesso ne ha previste diverse di rotatorie: in via del Gallitello due, una in via Isca del Pioppo, in viale dell’Unicef di fronte la galleria e poco più in la all’incrocio con via Vaccaro ed in via Vaccaro all’incrocio con la bretella del Ponte Musmeci oltre a quella in costruzione vicino al bar Tre Mari.
In qualche caso forse si doveva restringere la rotatoria e allargare di più la strada in quanto in alcune parti non si riesce a stare incolonnati su una corsia troppo stretta. Il caso più evidente è in via del Gallitello nel rondò posizionato all’uscita della galleria, per le code che si formano in direzione via del Gallitello chi esce dalla galleria e vorrebbe svoltare a sinistra rimane incolonnato in galleria quando a imboccare la rotatoria è un bus o un mezzo pesante che impedisce di disporsi su due file.
Non è una rotatoria vera e propria ma riesce a smaltire ordinatamente il traffico il “quadrifoglio” realizzato all’imbocco della strada che porta all’ospedale San Carlo.
