-Dr. Farinetti, dopo i fasti dell’Expo che ha chiuso come tutti sanno con un enorme attivo, è vero che per lei si spalancano le porte per una collaborazione più incisiva con il governo italiano per una migliore razionalizzazione del cibo made in Italy?
– Ma no, vede, io faccio l’imprenditore e non intendo assumere ruoli di governo, cerco di fare il meglio per l’Italia perché i suoi prodotti sono una eccellenza assoluta nel mondo, ma bisogna che si si sappiano raccontare meglio.
– In che senso scusi? Anche i prodotti si devono raccontare? Non basta mangiarli?
– Si ma prima di mangiarli bisogna raccontarli, e in Italia non la raccontiamo bene.
– Eppure sembra che ce la raccontino sempre benissimo..
– Si ce la raccontano gli altri. Ma noi, i nostri prodotti dobbiamo saperli raccontare, perché senza il racconto non si esportano e se non si esportano li dobbiamo buttare e quindi non producono economia per le nostre aziende.
– Quindi i produttori, oltre a produrre, cosa devono fare? Fare corsi di scrittura creativa? Di narrazione sensoriale? Di marketing emozionale?
– Di più. Devono anche vestirsi meglio, andare più in giro per l’Europa e per il mondo e saper stringere più mani, poi anche se i prodotti vengono scarificati un po’, chi vuole che se ne accorga? Insomma adottare il Renzi style? – Ecco, qualcosa del genere. Si può dire quello che si vuole sul nostro Premier, ma in quanto a venditore non lo batte nessuno.
– Ha risposto esaustivamente alla domanda. Conosce la Basilicata ed i suoi prodotti?
– Amo la Basilicata e credo che abbia delle peculiarità uniche in Italia. Il suo vino, ad esempio, ed una serie di prodotti tipici meriterebbero ben altri scenari.
– A patto che li si sappia raccontare giusto?
– Vedo che ha capito bene. Ma se non si vuol andare fisicamente in giro, c’è sempre il web.
– Ma lo sa che in certe zone della regione non è che non arriva il web, ma non c’è neppure la linea telefonica?
– Beh senta adesso non mi metta in difficoltà, non faccio anche l’installatore di fibre ottiche.
– Ha parlato dei nostri vini. Cosa possiamo dire di agriturismi lucani che servono vino del Trentino al posto dei pregiatissimi vini locali, e che nel migliore dei casi, alcuni mischiano l’aglianico con il vino pugliese?
– Che sono dei coglioni.
– Vedo che è molto schietto. E cosa può dire sul fatto che in Basilicata arrivano prodotti dalla Puglia su camion che portano la scritta: “Fragole di Policoro” e che tutte le strade delle maggiori città lucane sono invase da venditori ambulanti abusivi che vendono prodotti di tutte le regioni fuorchè di quelli lucani?
– Che i lucani sono un po’ grulli.
-Bene, è un piacere parlare con lei Dr. Farinetti. Lei sa che in Basilicata abbiamo anche ottime produzioni di olio, vero? Come la mettiamo con la liberalizzazione dell’olio tunisino?
– Ah lì non c’è problema. I Tunisini l’olio lo raccontano meglio dei lucani.
– Pure i tunisini raccontano meglio di noi?
– Di gran lunga. Vede, non è importante che si capisca quello che dicono, ma l’importante è sorridere, stringere molte mani e chiedere aiuti all’Europa in cambio del contributo dato alla primavera araba. Stagione come si sa in cui le olive incominciano a nascere. Il resto, mancia, Anzi mangia. Mangiano tutti.
-Grazie Dr. Farinetti, per questa intervista immaginaria, lei è un genio.
– Ma no, sono solo uno che sa raccontare. E mangiare ovviamente. Ma quello lo sappiamo fare tutti.