Ieri al Consiglio regionale si è fatto il tresette col morto, una partita in cui la sedia più importante era vuota, con la persona del presidente intenta a difendersi, in condizioni di inferiorità, da accuse che gli sono mosse e che vanno tutte provate; la prima occasione vera per avere un minimo di terzietà era data al Riesame, che però , al momento in cui scriviamo, ancora non si è pronunciato. Un atteggiamento appena dignitoso dell’Assemblea regionale sarebbe stata quella di aspettare almeno questo pronunciamento per aprire una discussione senza che questa scontasse di essere viziata da un opportunismo volto a dare la spallata finale alla persona. Un atto di sciacallaggio invano coperto dalla dicitura iniziale che i consiglieri che hanno promosso la mozione non vogliono sostituirsi ai pM. No non si sostituiscono ma una mano glie la danno, facendo passare il concetto che Pittella è processabile perché colpevole di un sistema. Che se anche fosse così dovrebbe avere almeno la compagnia di migliaia di persone alcune delle quali così spregiudicate da passare sull’altra sponda, neanche il tempo di trovare una scusa decente. E questi che oggi vogliono cambiare il sistema si guardano bene dal fare una proposta qualsiasi sui concorsi da fare subito, oppure su come fare i concorsi, oppure su come difendere la meritocrazia, oppure su come riprendere quella delibera fatta nel 2010 sulla creazione di un Ispettorato nella sanità ( che non ha avuto l’onore di vedere la luce), puntano semplicemente a cambiare le persone, così che,passato lo santo, fatta la festa a Pittella, un tipo di potere discrezionale ed assoluto possa passare, così com’è, in mani che si dicono migliori salvo poi a scoprire col tempo che migliori non sono. E quando Di maio si chiama una segretaria a 70mila euro e poi dice ai giornali che è di fiducia perché onesta, che cosa fa se non utilizzare quel sistema discrezionale e fiduciario? Questo per dire che un dibattito sulla trasparenza, sulla legalità, sulla moralizzazione bisogna farlo, ma con obiettività e lontano da possibili interpretazioni di circostanza. E personalmente mi auguro che Pittella possa esserci, anche per fare mia culpa sul fatto che quel sistema non è riuscito a cambiarlo. Ieri si è persa l’occasione per dare dimostrazione che una classe alternativa democratica è pronta a scendere in campo. No, forcaioli e basta, Rocco Rosa
IL TRESSETTE COL MORTO, AL CONSIGLIO REGIONALE
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