Ora che sta per iniziare la campagna elettorale in basilicata irrompe fragorosamente il vero problema capace di scuotere l’opinione pubblica e di determinare le sorti elettorali della coalizione: IL problema è che , neanche passate 24 ore dall’annuncio del MISE di sospendere per tre anni ogni attività esplorativa in terra e in mare, accantonando ben 36 progetti in itinere, la Lega risponde picche chi contestando l’intero emendamento chi, come Salvini, dicendosi favorevole alle trivellazioni in alto mare., Che poi sarebbero quelle oltre le dodici miglia classiche. Cioè quello che sembrava un grande successo dei cinque stelle, di mettere con un atto d’imperio finalmente fine a tutte le strumentalizzazioni e le polemiche sui tentennamenti e sui passi indietro di Di maio rispetto alle promesse elettorali riguardanti le estrazioni petrolifere, è oggi una vetta ancora da conquistare per il drastico stop alzato dall’alleato di governo. Che non sia una discussione accademica ma dagli effetti politici forti, lo dimostra l’interesse che la questione petrolio ha riacceso nell’opinione pubblica lucana, divisa finora fra le critiche per le marce indietro fatte dai cinque stelle e la corsa dei dirigenti di questo movimento a dimostrare che non sono critiche giuste e che i pentastelalti non arretrano davanti agli impegni presi. Oggi con questo scontro che si apre, si capirà da che parte stanno i due alleati di governo su un nodo vitale per la Basilicata: chi va avanti con le strategie e i piani industriali internazionali fatti sulla pelle del Sud e della basilicata e chi invece cerca di evitare che questa parte d’Italia segni la Caporetto delle rappresentanze ambientaliste e verdi, dei cinque stelle e dei cittadini che vogliono futuro , lavoro e non elemosina e sfruttamento. E rispetto a questo tema, sbaglia chi pensa di tirarsi indietro come se fosse un fatto dei due schieramenti di governo: riguarda il volto vero in cui tutti si presentano in campagna elettorale , senza maschere e senza finzioni: un sì o un no che tocca a tutti pronunciare in maniera che l’uditorio capisca in che mani si sta mettendo. Rocco Rosa