La decisione del Tar ha messo fine a quelle scene da interruzione video, quando l’immagine si ferma cogliendo tutti i protagonisti negli aspetti più strani e a volte surreali. Da ieri si è tornati al normale svolgimento del film che racconta, dall’ottica del centrosinistra, della fine di una legislatura e dell’inizio dell’altra, con libera proposta del titolo più consono. Alcuni hanno già titolato la “grande svolta”, altri ”la grande rincorsa” e che qualcuno con più fantasia vorrebbe poter intitolare “ritorno al futuro”. Qui non basta il telecomando per scegliere il finale, come in alcuni film televisivi: bisogna che ci si alzi dalla poltrona e si vada per strada a procurarselo, il finale. Domani i partiti del centrosinistra , tutti, si vedono nella sede del Pd di rione Lucania. Già il fatto che ci siano tutti è indubbiamente buon segno, anche se Leu prima di entrare ha fatto recapitare un biglietto nel quale avverte che sarebbe un atto distensivo ed unificante la non partecipazione di Pittella alle primarie da Governatore. Nel qual caso, anche Leu sarebbe dsposto a parteciparvi con un proprio candidato. Come dire, poca roba!! Non hanno invece usato i toni forti e le minacce i veri protagonisti di questa anomala riedizione del centrosinistra versione 2019, cioè quegli ex consiglieri regionali che hanno dato vita ad un movimento trasversale ispirato alla responsabilità ed al buon governo. Questi, con l’ex consigliere Radice, saranno presenti alla riunione e , se pure non ne fanno una conditio sine qua non, vorrebbero che Pittella aiutasse con il suo gran rifiuto a mettere insieme la coalizione più larga possibile. In ogni caso, questa formazione è pronta a confrontarsi alle primarie con il loco candidato PierGiorgio Quarto, una figura che nel mondo dell’imprenditoria agricola conta tantissimo e che è in grado di apportare un preciso valore aggiunto. Dalla parte dei centristi, per ora il candidato che esce per le primarie è Bradascio, un ottimo professionista che come presidente della quarta Commissione ha svolto un lavoro egregio , anche se poi, ad un certo punto ha mollato tutto, dimettendosi da consigliere regionale. Al momento la strategia che si sta portando avanti da parte delle altre componenti della coalizione è quella di dire al pd : “e’ un problema del vostro partito, risolvetelo in modo unitario”. Il che è come dire di farsi da scalzi la collina di Medjugori. Qualcuno più intraprendente chiede che sia Roma a decidere sul candidato del Pd alle primarie, ma onestamente non si veda come un segretario uscente in corso con tutti gli altri abbia il potere di dire questo o quello. Lacorazza , che sta costruendo ponti verso l’universo dei verdi, difficilmente vorrà sottoporsi al sacrificio di un rito collettivo e continuerà probabilmente a chiamarsi fuori fino all’ultimo momento,, quando dovrà decidere se è in condizioni di andare da solo senza giocarsi l’uscita di scena proprio al finale del film .Apparentamento tecnico, si chiama l’uscita di sicurezza. Rocco Rosa
Oggi il centrosinistra al countdown
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