
Umanamente spero di riuscire a vederlo realizzato. E perchè un anziano come me riesca a vederlo nella sua interezza, Comune,Provincia e Regione, dovrebbero porlo come priorità nell’agenda dei finanziamenti. Ma la comunità potentina, di tutte le generazioni, giovani e meno giovani, merita che il progetto sul parco fluviale si completi nel suo disegno progettuale. Che porta la chicca del collegamento ciclabile tra il parco del Basento e il lago di Pantano attraverso la utilizzazione del vecchio tratto di ferrovia della Calabro Lucana Potenza-laurenzana. Chi legge Talenti sa che di questa scelta il giornale si è fatto paladino accanito da anni , perchè non solo mette la città in grado di collegarsi con il lago, ma realizza anche la prima tappa di una delle più belle piste ciclabili d’Italia che attraversa i monti della Sellata e poi scende dolcemente nella vallata che tocca Abriola , bivio calvello ,fino a Laurenzana, 435 kilometri di paesaggio stupendo.
Su questo collegamento ciclabile lungo la vecchia tratta ferroviaria, la Provincia ha un milione da spendere subito ed altri da trovare. Stesso discorso per il completamento del parco fluviale che ad oggi è realizzato solo sul versante destro del corso del fiume e che deve essere realizzato dall’altro versante con l’utilizzo dello storico ponte di San Vito come attraversamento ciclopedonale da una sponda all’altra. Il progetto è semplicemente stupendo e una volta realizzato diverrebbe senza ombra di dubbio un macroattrattore in piena regola, perchè è un’area attrezzata di molti servizi e di tutti i confort , per passeggiare a piedi o in bici, oppure per fermarsi nell’apposita area fitness, oppure per portare i cani nell’apposita area riservata, oppure per ammirare l’area archeologica che è spuntata negli scavi per i lavori della sopraelevata di via del basento.
Oltre naturalmente alle cose che solo in parte sono già realizzate da una parte del fiume e che dovranno realizzarsi dall’altra parte, come fontane, luoghi di sosta,area pesca. Previsti anche spazi per spettacoli , spazio yoga, aree per prendere il sole. Ovviamente con tanto di bar e ristorante servizi vari compresi il wi fi. Per questo progetto, oltre ai milioni già spesi per il ponte pedonale e per la pista che arriva sotto il ponte Musumeci, ci sono altri due milioni nell’ITI, il programma di riqualificazione della città. Ma è evidente che non possiamo andare a spizzichi e bocconi per una opera che ,dopo il ponte Musumeci, sarebbe il vanto della città, tornata finalmente ad essere la città del verde e dell’acqua. Rocco Rosa