Per Nicola Benedetto la collocazione politica è come trovare un posto in treno, uno qualunque, a destra come a sinistra. Non gli interessa il panorama, nè lo affascinano i compagni di viaggio: gli interessa solo arrivare quanto prima a Roma. Per uno che i soldi se li è fatti davvero ( con tanto merito imprenditoriale) scatta inesorabile la legge di Maslow. Soddisfatti i bisogni primari, le motivazioni dell’uomo diventano via via meno elementari e più sofisticate, fino a voler far parlare di sè come una figura storica, capace di tramandarsi ai posteri. Qualcuno direbbe che è un po’ eccessivo , ma lui non si preclude nulla, un passo alla volta. Prima il Parlamento, Senato o Camera con vista, poi si vedrà. Del resto i fatti gli danno ragione. Con 180 mila euro di tessere fatte al Centro Democratico, riteneva a buon diritto di fare l’assessore alla sanità e quando qualcuno gli ha fatto capire che non è proprio così che va la vita, lui ha sbattuto la porta in faccia a Tabacci, facendo volare gli stracci.. Di porte ne ha sbattuto parecchie, quella dei Verdi, quella arancione di Di Pietro e altre sigle locali. Sempre per la famosa legge di Maslow si è buttato nell’editoria, comprando quote del giornale di Del Pietro. Ed è lì probabilmente che è nata l’amicizia con Quagliarella, il deputato pugliese ex Forza Italia, il quale voleva acquistare ,senza riusciri, quote del giornale con i soldi della Fondazione a lui riferita (Magna Carta). Oggi i due, Benedetto e Quagliarella, si sono messi in testa di fare un partito nazionale, IDEA appunto. Si vedranno a Roma , con tanto di truppe cammellate al seguito, per lanciare la nuova formazione di destra. Ma che- ed è qui il passaggio- non risponde ad un leaderismo nazionale ma ad una volontà espressa dal basso, con primarie in tutte le regioni, in modo da valorizzare le migliori energie e connettere il territorio ad una rappresentanza espressione del localismo. Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Per Benedetto, questo passaggio delle primarie è il biglietto del treno per Roma. Intanto ,in cambio dei risultati elettorali alla Regione ed al Comune di Potenza ( dove ha avuto un successo innegabile, umiliando i suoi ex colleghi del centro democratico), aspetta la nomina a Sottosegretario alla presidenza della giunta. Gli è stata promessa, ma la cosa non è facile perchè passa per un iter legislativo al centro del quale c’è il ruolo istituzionale che un sottosegretario deve avere. Ovvio che per i partiti insediati in Giunta, la cosa è vista con diffidenza. Un Presidente gli basta ed avanza, un Vice che lo sostituisca, e che non sia ricondotto ad una delega specifica, non va bene. Rocco Rosa