VINCENZO PETROCELLI
Dopo il voto del 26 marzo, 26 maggio e ballottaggio per il sindaco di Potenza, il PD Lucano è sotto anestesia psicologica e la sinistra radicale e antagonista respirano affannosamente. Questo è il risultato che ci hanno consegnato il voto regionale, il voto europeo e le comunali della città di Potenza al ballottaggio. L’anestesia va bene per brevi periodi, se è per un intervento risolutivo. Una persona che è sempre sotto anestesia è come un tossicodipendente: il problema si aggrava senza che lui se ne accorga e rischia di diventare cronico, difficile da curare. I problemi vanno tirati fuori, guardati negli occhi, risolti, se no si rischia di risultare fortemente inadeguati ai cambiamenti e si rischia di risultare fortemente non all’altezza o emotivamente piatti.
La città di Potenza ha il suo primato: é la prima città capoluogo di regione al Sud a guida leghista!
Il PD doveva costruire, con il voto al ballottaggio a Valerio Tramutoli, un argine alla lega, invece ha continuato a fare calcoli sulla convenienza o, sull’opportunità del voto a Tramutoli, pensando solo agli interessi di bottega.
Per governare il cambiamento della città di Potenza e della Basilicata, serve un riformismo empatico, cioè capace di comprendere gli stati d’animo di altre persone, e radicale. L’empatia ti fa parlare alla vita delle persone. Fa capire che la tua ossessione è non lasciare nessuno da solo di fronte alle ansie che quel cambiamento produce. I primi socialisti, anche quando erano borghesi o intellettuali, non costruivano il consenso leggendo Marx agli operai, ma prendendo bastonate con loro davanti alle fabbriche in sciopero. E, promuovendo, forme mutualistiche per portare avanti chi era nato indietro. La radicalità dell’agenda politica ti fa interprete dell’urgenza del cambiamento. I “calcoli” non bastano, occorre promuovere e puntare ad una sinistra alla Corbyn o alla Pedro Sànchez, che con la sua vittoria spagnola, riscatta tutta la sinistra europea. Oggi un riformismo radicale non può partire che da questi concetti: Lavoro, Giovani, Ambiente, Diritti, Cittadinanza.
La difesa della democrazia, in Basilicata, passa anche dal rafforzamento del patto di diritti e doveri che sta alla base del nostro vivere comune. Serve radicalità. Chi nasce e studia in Italia è italiano. Punto. Diritti e doveri valgono per tutti gli italiani, vecchi e nuovi. Punto. L’immigrazione non è un’invasione da bloccare ma una risorsa da gestire.
La sinistra radicale e antagonista deve permeare il PD, in Basilicata, per stanare la lega, che oggi amministra la Regione e il Comune capoluogo, su queste cose. Il ballottaggio di Potenza si pone come base da cui ripartire.