La serie degli accorpamenti di enti, sovrintendenze, direzioni regionali, strutture ed uffici vari è lunghissima ma ha avuto sempre un solo filo logico, il piccolo va dal grande, mai il contrario. Questo ragionamento che sembrerebbe ineccepibile è stato di fatto il primo atto di quella autonomia differenziata che da tempo sta mortificando le regioni con minore popolazione: via la Direzione delle Ferrovie, via anche quella dell’Anas, via i tribunali periferici, via le soprintendenze, via le direzioni dell’Inps , delle Poste, delle Banche. Sono postazioni decisionali importanti, con posti di lavoro di alta dirigenza, che in una regione significa presenza dello Stato ai massimi livelli operativi. Un aspetto assolutamente ignorato dal Governo, che ne ha sempre fatto un problema economico senza che nessuno, a livello parlamentare o regionale o politico in genere, ne smontasse pubblicamente la veridicità. Non si fanno le macroregioni perchè non conviene togliere posti al personale politico, ma si sta attuando, giorno dopo giorno, una politica di accorpamento che porta le decisioni di vertice in capo ai territori più forti. Il caso del Polo Museale tolto alla Basilicata è eclatante non solo perchè è una pugnalata data a Matera nell’anno 2019, ma perchè è una pugnalata data ad una regione in un settore vitale, rispetto al quale si sono fatti e si stanno facendo sforzi per costruire una economia della cultura, che è uno degli assi programmatici di questo territorio, ricco di preesistenze, di siti archeologici, di reperti che sono nei Musei di tutto il Mondo e che ogni giorno continuano a uscire alla luce lungo la direttrice Metaponto-Paestum : una regione che dal punto di vista culturale, monumentale e ambientale è unica, con i suoi castelli, le sue dimore storiche, le sue tradizioni, la sua storia che ne ha fatto quadrivio di culture, terra di tante stratificazioni, capace di parlare un dialetto diverso in ognuno dei suoi 131 comuni. Un Governo che voglia mantenere un minimo di unità dei territori non può togliere tutto al più debole e darlo al più forte. Se è un principio aziendale, non è il principio di una organizzazione complessa come lo Stato che deve valutare i costi e benefici di una operazione, come anche i riflessi e le conseguenze che queste scelte hanno sulla popolazione. Non si vede perchè una Direzione debba essere a Bari e non a Matera o Potenza, o non già una direzione di un tipo a Bari e un’altra ,di genere diverso , a Potenza o Matera. Si dice nei comizi di tutti i leader che la Basilicata ha bisogno di più Stato, ma qui sembra che si congiuri per togliere lo Stato e farne territorio di interesse esclusivamente privato. E’ semplicemente scandaloso che non ci siano norme o comportamenti non diciamo di particolare favore per questi territori che sono stati svenati, ma almeno di giustizia distributiva rispetto a territori depauperati, sfruttati nelle risorse e lasciati ad arrangiarsi da soli. E finiamola di fare i comunicati di rito che sembrano solo voler certificare l’esistenza in vita di alcune persone! qui c’è bisogno di dare una risposta di popolo e per farlo dobbiamo buttare sulla coscienza assopita e insonnolita dei lucani decine di secchi di acqua gelata. Oggi Scanzano non potrebbe ripetersi, perchè una classe dirigente ha perso credibilità e quella nuova ha cominciato a lavorare dalla coda della politica che è la spartizione delle postazioni.Rocco Rosa
CI STANNO SPOGLIANDO, E NESSUNO CHE PROTESTI
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